Venerdì 27 Novembre 2009

Cartiera, i lavoratori
in mobilità da dicembre

Chiude definitivamente i battenti la Cartiera di Tirano. Dopo dodici mesi di cassa integrazione speciale e sei di cassa integrazione speciale in deroga, dal 1° dicembre i 66 lavoratori ancora in forza allo stabilimento entreranno in mobilità. Da quella data gli operai licenziati percepiranno un’indennità per un periodo da 12 fino a un massimo di 36 mesi, a seconda dell’anzianità, e le aziende che decideranno di assumere i lavoratori, iscritti nelle liste di mobilità, potranno usufruire di sgravi contributivi, soprattutto nel caso di contratti a tempo indeterminato.
Ciò nonostante resta alta la preoccupazione per il futuro degli ex dipendenti della Cartiera, anche alla luce della particolare situazione del mandamento. «La situazione occupazionale del Tiranese è purtroppo nota, con industrie in cassa integrazione da un anno e la crisi che non risparmia nemmeno l’edilizia e l’artigianato - spiega Pierangelo Nolo Belina della Flp-Cgil -. E’ chiaro che 66 persone in mobilità sono un dato che preoccupa». «In questi mesi si è lavorato molto sulla formazione e sulle politiche attive del lavoro - dichiara Luciana Monti della Fistel Cisl -. Confidiamo nel fatto che per i lavoratori in mobilità si apra qualche possibilità in più». Incerto, per ora, anche il futuro dello stabilimento. La crisi congiunturale del settore, che ha portato alla chiusura di diverse cartiere sul territorio nazionale, rende molto difficile una ricollocazione sul mercato, anche dei macchinari. «La situazione congiunturale del settore è estremamente negativa» spiega il direttore Marcello Saligari, che rimanda ai dati relativi al comparto cartaio: nel primo semestre del 2009, il calo della produzione ha sfiorato il 20%. «A soffrire di più sono soprattutto le cartiere medio-piccole - precisa Saligari - e questo non agevola di certo la vendita. D’altro canto, questa situazione conferma la decisione presa a suo tempo dalla proprietà (il gruppo Diatec, ndr) di cessare le attività».
La situazione della Cartiera è seguita con attenzione dal presidente della Provincia, Massimo Sertori, che in risposta a un’interrogazione presentata dal consigliere Idv Ferruccio Priuli proprio sullo stabilimento tiranese, ribadisce l’impegno delle istituzioni a cercare le possibili soluzioni alla crisi occupazionale in atto. «Le istituzioni stanno favorendo, anche con l’approntamento di corsi di formazione ad hoc, la ricollocazione dei lavoratori, possibilmente nell’ambito del tessuto produttivo locale - dichiara Sertori  -. Non si vogliono nascondere le oggettive difficoltà che ci sono (anche dovute al fatto che l’età media dei lavoratori non consente una facile riconversione) stante anche il particolare periodo congiunturale, tuttavia come istituzioni siamo convinti di avere fatto tutto il nostro dovere».
Sforzo confermato dal sindaco di Tirano, Pietro Del Simone. «La situazione è estremamente delicata, ma col presidente della Provincia stiamo facendo tutto il possibile per cercare una soluzione all’emergenza occupazionale del territorio» assicura il primo cittadino. In particolare, Provincia e Comune starebbero ragionando coi nuovi vertici della Riri sulla possibilità di assorbire parte del personale in mobilità della Cartiera, nell’ambito del nuovo piano industriale di crescita dell’azienda.

l.begalli

© riproduzione riservata