Venerdì 20 Novembre 2009

Andalo, allo Noyfil
sempre forti timori

Forti timori e grande attesa per l'incontro di venerdì 27 novembre. Partecipazione massiccia ieri all’assemblea dei lavoratori dello stabilimento Noyfil di Andalo dopo il susseguirsi di voci degli ultimi giorni che riferiscono di una possibile riorganizzazione aziendale che prevederebbe anche tagli occupazionali. Un’eventualità quest’ultima che per il momento resta un’ipotesi, ma che, di fronte alla situazione di incertezza di questi ultimi giorni, ha fatto salire la tensione alla Noyfil fra i 140 addetti.
«All’assemblea hanno partecipato quasi tutti i dipendenti - riferiscono Valter Rossi della Cigl e Rossano Ricchini della Cisl di Sondrio - non sono venuti soltanto quelli che hanno dovuto garantire la presenza in fabbrica. La discussione è stata composta e pacata e i lavoratori con molta dignità e senso di responsabilità hanno espresso le loro legittime preoccupazioni pur restando fermi sul fatto che sino al 27 novembre non possiamo fare nulla in quanto non abbiamo in mano elementi certi sulle prospettive future di questo stabilimento».
La Noyfil è parte di una società multinazionale, la Radicigroup che ha siti industriali sparsi in ogni continente dai paesi dell’Est europeo al Sudamerica. «La fabbrica valtellinese è parte integrante di questo contesto che va ben oltre la dimensione prettamente locale - ancora i sindacati - però i lavoratori del sito di Andalo in questi anni hanno dato molto a questa società in termini qualitativi. La Radicigroup ha sempre dichiarato di voler valorizzare il proprio capitale umano, auspichiamo pertanto che non voglia smentirsi nei fatti». Si parla di un reparto più a rischio di altri, quello della testurizzazione sebbene nell’ultimo periodo ci sia stata una significativa crescita della produzione. «Aspettiamo di conoscere il piano industriale che ci sarà comunicato nell’incontro del 27 novembre dopo il quale saremo subito in assemblea - aggiungono ancora Rossi e Ricchini - sulla base di quanto ci sarà detto prenderemo le nostre decisioni insieme a tutti i lavoratori. Alla Mc di Cosio abbiamo già perso 100 posti di lavoro, non vogliamo certo che questo si ripeta anche ad Andalo, ma nel peggiore dei casi siamo disposti a mobilitarci chiamando a raccolta i rappresentanti istituzionali di tutti i livelli».

l.begalli

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