Venerdì 20 Novembre 2009

Paolo Mainetti nominato
in Camera di Commercio

Il decreto di nomina a firma del presidente della Regione è arrivato ieri, in tempo utile per il prossimo consiglio convocato in via Piazzi lunedì 30 novembre. All’ordine del giorno anche la nomina in giunta del consigliere che dovrà prendere il posto di Corrado Fabi, l’ex presidente di Confindustria che ha rassegnato le dimissioni dopo il passaggio del testimone.
L’ingresso del presidente Paolo Mainetti nella giunta della Camera di Commercio non è però scontato: per entrare avrà bisogno della maggioranza dei voti espressi dai 22 consiglieri che potranno scegliere il nome del candidato al loro interno. Il fatto però che il nome del presidente di Confindustria Sondrio sia stato proposto in Regione dalla firma congiunta di industriali e artigiani dovrebbe escludere sorprese.
Il cambio della guardia in Cdc tra Fabi e Mainetti avviene in una fase molto delicata, contrassegnata da una lenta ripresa economica e dalla necessità di misure sempre più incisive a favore delle imprese.
«Diamo grande importanza, anche da questo punto di vista, alla Camera di Commercio - afferma il presidente Paolo Mainetti, portavoce di 200 iscritti a Confindustria che in Valle danno lavoro a circa 9000 addetti - e lavoriamo affinché la Cdc possa assumere un ruolo sempre più importante a livello provinciale. In accordo con il presidente Emanuele Bertolini, che ci tiene ad avere in via Piazzi tutti i presidenti di categoria, e in accordo con il mio predecessore Fabi (che ha operato benissimo in Cdc e per questo lo ringrazio a nome dell’unione), accetto di buon grado questa nomina e mi adopererò con il massimo impegno e disponibilità».
Nella giunta dell’ente camerale siede già un altro industriale: Raffaele De Peverelli e la regola (non scritta) vorrebbe ora anche il neo presidente di Confindustria. Ma il rischio di franchi tiratori, forti del voto segreto, non è da escludere. «Non mi preoccupo - taglia corto Mainetti - perché il clima che si è instaurato è di grande collaborazione tra le associazioni e di conseguenza lo è anche quello in Camera di Commercio».

a.marsetti

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