Giovedì 19 Novembre 2009

Il conto corrente in banca
cresce nonostante la crisi

Le famiglie valtellinesi e valchiavennasche risparmiano come formichine operose. Forse proprio perché il presente è incerto almeno quanto il domani. Il dato emerge da uno studio sul risparmio elaborato per conto del Sole24Ore dal Centro Studi Sintesi su dati della Banca d’Italia, riguardanti i depositi bancari nell’anno antecedente l’agosto 2009. La mappatura - è bene ricordarlo - fotografa quanto avvenuto in termini di depositi bancari: cioé il conto corrente.
E per quanto riguarda la nostra provincia ciò che emerge è un quadro positivo e a suo modo tranquillizzante. I numeri evidenziano che da gennaio ad agosto 2009 le somme depositate negli istituti di credito dalle famiglie della provincia sono aumentate dell1,3%, collocando Sondrio al 30° posto in Italia, in una graduatoria dominata da Rimini i cui conti correnti in otto mesi sono cresciuti del 10,3%; la classifica è chiusa da Nuoro con quasi il 20 per cento in meno nei depositi.
Sondrio è l’unica provincia lombarda ad avere davanti un segno positivo. In pratica da inizio anno ad agosto tutte le famiglie lombarde hanno assistito a un’erosione del proprio conto in banca, eccenzion fatta proprio per le nostre. Su tutte spicca il meno 6 per cento di Brescia e il meno 4,2 per cento di Bergamo e Cremona, province dove evidentemente la crisi si sente in modo più intenso.
Lo stesso studio realizzato da Sintesi dice anche che la variazione nell’arco dell’anno (agosto 2008-agosto 2009) pone Sondrio in una posizione di avanguardia: nei dodici mesi esaminati, infatti, i depositi bancari in provincia sono cresciuti dell’8 per cento, inferiori, in Lombardia, solo a quelli di Lecco che nello stesso periodo preso in esame erano cresciuti del 9,6 per cento. Ai vertici della classifica nazionale, anche in questo caso, c’è Rimini con un incremento del 17,2 per cento.
Infine da rilevare che, in termini assoluti, la provincia di Sondrio dispone di depositi medi pari a quasi 34 mila auro: un dato sorprendente soprattutto se si considera che è la terza in Italia, preceduta soltanto da due metropoli come Milano e Roma che hanno ben altra popolazione e ben altri redditi.

l.begalli

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