Giovedì 19 Novembre 2009

Il cartello dei chisciöi
trova una nuova sede

Trovata una soluzione dopo le scintille tra Confraternita del chisciöl e dei vini del Tiranese e l'amministrazione comunale di Tirano, anche se le "punzecchiature" non sono finite. Ma andiamo con ordine. Ieri mattina l'impianto di segnaletica territoriale del sodalizio ha trovato una nuova collocazione. Che soddisfa entrambe le parti in causa. La struttura pubblicitaria a forma di piramide è stata spostata poco più in basso rispetto alla precedente collocazione prima del Cantun. Ora si trova sempre in via Elvezia ma «in uno spazio ben visibile e non affossata come prima», spiega il presidente della Confraternita, Gianluigi Garbellini.
Ieri mattina l'associazione e l'assessore ai Lavori Pubblici, Sergio Mascioni, con spirito costruttivo si sono ritrovati per scegliere e posizionare il cartello.
«Sono contento che lo cosa si sia risolta - dice Garbellini -, certo si sarebbe potuto evitare la querelle se ci avessero interpellati prima. Vero che il 19 giugno abbiamo ricevuto una lettera in cui si comunicava lo spostamento, ma si trattava di concordare in che punto».
Ma c'è una cosa che alla Confraternita non è andata già. E lo ha scritto nero su bianco in una lettera pubblicata questa mattina sul nostro quotidiano. Bersaglio della missiva, l'assessore Bruno Ciapponi Landi. "La Confraternita - si legge nel testo - è profondamente rammaricata per quanto vi è scritto nell'articolo "Il cartello dei chisciöi non torna in via Elvezia "  apparso sul giornale " La Provincia di Sondrio " di martedì 17 novembre, in cui l'assessore alla Cultura Bruno Ciapponi Landi definisce l'impianto di segnaletica turistica territoriale indicante il piatto tipico tiranese "chisciöl": il "trespolo" della Confraternita.
La stessa delibera della giunta comunale N. 148  del 14 novembre 2007 condivisa a suo tempo anche dall'assessore alla Cultura Bruno Ciapponi Landi definì la struttura «installazione di un impianto di segnaletica territoriale». Il "trespolo" della Confraternita" come lo definisce ora l'Assessore alla Cultura è stato progettato dal compianto assessore all'Urbanistica Ettore Ferrari, indiscussa mente di prestigio e di grande sensibilità artistica come dimostrano le sue opere che insistono sul nostro territorio.
L'architetto, nei colloqui con la Confraternita, definiva il suo lavoro "struttura pubblicitaria piramidale " avendone dato la caratteristica degna di attenzione e prestigio per il 100° del Trenino Rosso del Bernina. La parola trespolo tradotta in dialetto tiranese " tréspul " ha un significato dispregiativo, tant'è che nel dizionario di Cici Bonazzi lo traduce in "Pulée (pollaio) in realtà si dice proprio "'l tréspul dèli galìni". 
Nel dizionario della Lingua Italiana "G. Devoto" si legge "Arnese costituito da un piano sostenuto generalmente da tre o quattro piedi." Mai e poi mai, noi della Confraternita pensiamo che il compianto architetto e assessore all'Urbanistica abbia progettato per il territorio tiranese un "trespolo", parola che a nostro avviso dà un senso dispregiativo all'opera, ragion per cui l'amministrazione Comunale, in modo corretto e rispettoso, aveva definito nella delibera l'opera un impianto di segnaletica turistica territoriale".

l.begalli

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