Mercoledì 18 Novembre 2009

Scudo e frontalieri:
risolta la querelle

Frontalieri e scudo fiscale: «salvi» con una sorta di mini-scudo che consente di regolarizzare i propri soldi davanti al fisco italiano ma pagando una piccola sanzione di 26 euro.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, registrata la forti pressioni parlamentare, sindacale e di protesta degli stessi lavoratori italiani all’estero, ha sancito in una circolare ufficiale quanto aveva anticipato sotto forma di «considerazione» la quasi estraneità dei frontalieri alle morse dello scudo fiscale. I nuovi chiarimenti diffusi ieri, infatti, non solo si riferiscono ai lavoratori transfrontalieri - in Canton Ticino ce ne sono quasi 55mila in arrivo dalle province di Como, Sondrio e Varese e che ogni giorno attraversano il confine - ma si rivolge anche ai dipendenti di imprese multinazionali, ma che tutti detengono all’estero depositi o conti correnti ai fini dell’accredito dello stipendio o degli altri emolumenti derivanti dalla propria attività lavorativa svolta oltreconfine.
In base a questa circolare, quindi, che integra la precedente nota n. 43E, è stato chiarita la normativa partendo da un distinguo. Il primo: i dipendenti di «ruolo pubblici» in servizio all’estero non sono tenuti all’osservanza dell’obbligo sul monitoraggio fiscale (alla compilazione cioé del modulo Rw della dichiarazione dei redditi e relativo agli investimenti all’estero e delle attività estere di natura finanziaria) anche se relativi ai depositi e ai conti correnti detenuti in banche estere ed utilizzati, questi conti, per l’accredito dei propri stipendi. Il secondo versante affrontato dall’Agenzia dell’Entrate, invece, è riferito proprio ai lavoratori dipendenti transfrontalieri e ai dipendenti di imprese multinazionali che lavorano all’estero: questi lavoratori, secondo la circolare, sarebbero invece tenuti agli obblighi di monitoraggio fiscale relativamente ai depositi e ai conti correnti detenuti presso banche estere anche se per il solo accredito delle retribuzioni. Tuttavia, riconosce il Fisco, tenuto conto che si «tratta di disponibilità all’estero derivanti da redditi assoggettati a tassazione alla fonte e che, quindi, la mancata compilazione del modulo RW non intende ostacolare l’azione di controllo dell’Amministrazione finanziaria - precisa ancora la circolare - questi soggetti possono regolarizzare la propria posizione fino al 2008 presentando una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW pagando una sanzione minima pari a 26 euro». Una sorta di mini-sanatoria, comunque, a cui dovranno sottostare i lavoratori frontalieri. E la ragione di questa previsione, spiega il Fisco, è essenzialmente per «non penalizzare» lavoratori dipendenti come i frontalieri, che «si caratterizzano per la carenza della volontà di porre in essere comportamenti illeciti - spiega l’Agenzia - finalizzati all’occultamento di disponibilità finanziarie all’estero».

l.begalli

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