Domenica 15 Novembre 2009

Montespluga: tre anni fa
la tragedia nella baracca

In Valchiavenna in questi giorni cade il triste anniversario di un tragico fatto di cronaca. Era il 14 novembre 2006, esattamente tre anni fa, quando a Garzeno spariva una giovane coppia del posto. Iniziò così la tragica vicenda dei coniugi Martinoni, conclusasi 15 giorni più tardi, il 29 novembre a Montespluga, con il ritrovamento dei loro corpi privi di vita.
Morti tutti e due: Achille Martinoni, il marito assassino morto suicida, e Adalgisa Montini, la vittima di quel raptus assurdo e violento, furono trovati in un pomeriggio freddo di novembre, alle 16.30, nel giaciglio preparato alla buona, unendo tre materassi nel soppalco in una baracca di Montespluga, un tempo utilizzata come rifugio per i turisti quando ancora funzionavano gli impianti di risalita della frazione nel comune di Madesimo.
Un dramma che qualcuno ricondusse alle trame incomprensibili della gelosia, delle angosce di un rapporto logorato al quale lei, Adalgisa, aveva deciso di mettere la parola fine nonostante una figlia giovanissima e nonostante le due famiglie si conoscessero da sempre. A prevalere furono le differenze: lei, aperta socievole con il fermo proposito di rifarsi una vita; lui più introverso, innamorato e mai rassegnato alla separazione che l’avrebbe portato lontano dalla moglie e dalla figlia. Martinoni era disperatamente legato ad Adalgisa e l’idea di perderla per sempre, di non poter vedere ogni giorno sua bambina, ha finito con il fargli commettere il più orrendo dei delitti. Dopo i primi giorni dalla loro scomparsa, le forze dell’ordine batterono palmo a palmo la zona di Garzeno e del lago di Como, fino a quando non fu segnalata la macchina di Martinoni a Montespluga, in provincia di Sondrio, a poca distanza dal confine con la Svizzera.
A bordo un biglietto rivolto alla figlia, nel quale l’uomo cercava di depistare le autorità annunciando di essersi trasferito all’estero, lontano, insieme alla moglie per tentare una nuova riappacificazione. La piana di Montespluga si trasformò per giorni nel terreno di ricerca di sommozzatori, squadre cinofile, elicotteri e sensitivi. Il tutto senza alcun esito, fino a quando i parenti della coppia - spinti dalla disperazione - non decisero di entrare nella baracca abbandonata nel fondovalle, la stessa che era stata perlustrata già altre volte dalle forze dell’ordine. Seguendo forse l’istinto, decisero di salire al primo piano.
Lassù, dietro una porta chiusa con cura, in un angolo della soffitta c’erano i due corpi senza vita. Si scoprirà poi che Martinoni aveva ucciso la moglie il 14 novembre con un colpo sparato a bruciapelo. Dopo aver trasportato il corpo in auto fino alla baracca di Montespluga, aveva lasciato l’auto vicino al passo ed era tornato nella baita, dove si era tolto la vita.

l.begalli

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