Venerdì 13 Novembre 2009

Schiesone, Alfonso Ghezzi
sul "National Geographic"

Chi l'avrebbe mai detto. Scherzi e risarcimenti del destino, capace di tramutare la desolazione in consacrazione. Anche la prestigiosa rivista National Geographic ha infatti dato spazio all’impresa di Alfonso Ghezzi. In un lungo articolo dal titolo “L’oro azzurro delle Alpi” a firma di Stephanie Unterthiner, pubblicato sul numero di novembre da pagina 2 a pagina 19, intervistando Marco Onida, segretario generale della Convenzione delle Alpi, l’autrice del reportage documenta quella che definisce “l’effetto rapina” di captazioni e sbarramenti sulla vita acquatica dell’Arco Alpino, dove pochi rispettano l’obbligo di restituire ai corsi d’acqua il flusso minimo vitale. Onida - a pagina 11, prima colonna - cita l’esempio del torrente Schiesone, in Valchiavenna.
«Se lì l’acqua è tornata a scorrere – si legge – lo si deve alla determinazione di Alfonso Ghezzi, anima di un comitato Pro Schiesone, che si è battuto per anni per garantire la protezione del torrente». La sua battaglia per lo Schiesone è durata in tutto dieci anni. Un periodo lunghissimo durante il quale, l’ambientalista conosciuto con il soprannome di Cavallo Pazzo, ha interpretato a suon di raccomandate e lettere, riuscendo ad accendere i riflettori dell’Unione europea sul piccolo torrente di Prata Camportaccio.
Il suo impegno si è concluso formalmente nei giorni scorsi quando Ghezzi ha ricevuto da parte della Commissione dell’Unione Europea il responso ufficiale con il quale è stato dichiarato definitivamente concluso l’intero procedimento avviato a suo tempo per proteggere l’area naturalistica che caratterizza l’habitat lungo il corso d’acqua. «Mi ha fatto molto piacere leggere l’articolo del National – ha spiegato Ghezzi -. Il fatto che una testata così importante si sia impegnata per documentare lo stato delle acque sull’arco alpino, testimonia l’attualità di questo tema di primissimo piano».

l.begalli

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