Venerdì 13 Novembre 2009

L'influenza A colpisce
i bimbi delle materne

Influenza A e virus parainfluenzali stanno mietendo "vittime" soprattutto fra i bimbi più piccoli. «Proprio oggi (ieri, per chi legge, ndr) abbiamo effettuato il solito giro di telefonate settimanali in un campione di scuole materne, elementari e medie, inferiori e superiori, della nostra provincia - dice Gian Piero Della Patrona, responsabile dell’Ufficio di Igiene Pubblica dell’Asl di Sondrio - ed abbiamo stimato fra il 20 e il 30% le assenze per malattia nelle materne della nostra provincia. Chiaro che, poi, non sappiamo se si tratti di virus parainfluenzali o di influenza A vera e propria perchè non c’è più l’obbligo di effettuare il tampone relativo. Solo Livigno e Bormio possono dirsi, al momento, isole abbastanza felici in quanto, in queste realtà, la percentuale di assenze nelle materne è sotto il 10%. Una percentuale analoga a quella delle assenze registrate nelle scuole superiori, mentre, alle Elementari e Medie la percentuale di assenza è sempre fra il 10 e il 20%».
L’Asl, come detto, però, effettua un monitoraggio a campione per cui vi possono essere delle realtà in cui l’assenza è di gran lunga superiore. Come in una classe seconda della Scuola Ligari di via Cesare Battisti a Sondrio dove, ieri, si contavano solo due alunne presenti su un totale di una ventina di scolari. «In media - aggiunge Della Patrona - si tratta di malattie che si risolvono nel giro di 3-4 giorni anche se noi consigliamo ai genitori di tenere in casa i bambini fino a completa guarigione in modo da contenere il più possibile i contagi».
«Che, peraltro, sono particolarmente facilitati dalla vita di gruppo che si conduce a scuola - aggiunge Della Patrona - e, nel caso delle materne, dalla giovane età dei bimbi che si ammalano più facilmente per il fatto di avere avuto pochi contatti, in passato, coi virus».
Intanto un medico di base attivo da molti anni nel nostro capoluogo esprime scetticismo relativamente alla vera portata di della pandemia: «Siamo tornati “ad arte” – ha esordito il dott. Alberto Melazzini – all’epoca degli untori. L’influenza A è più benigna rispetto ad altre influenze stagionali e c’è meno della metà della mortalità proprio rispetto a queste. In questo periodo, peraltro sto facendo meno visite domiciliari, sempre per influenza, rispetto alla media. Si è però creata una psicosi alimentata da grossi interessi economici e di business».
Di questa psicosi e, contemporaneamente, di questo business fanno parte i vaccini («Io, però, come tanti altri colleghi che conosco – ha proseguito il medico che abbiamo interpellato – non mi sono vaccinato».), nonché i disinfettanti e anche le salviettine per le mani.
«Gli scaffali dei disinfettanti nei supermercati si sono presto svuotati, ma francamente non ha senso tutta questa corsa legata solamente all’influenza A. – ha evidenziato ancora il dottor Melazzini –. Lavarsi le mani è naturalmente importante come norma di igiene generale, ma non è certo il metodo principale e più efficace per contrastare un virus e una malattia che si trasmettono per vie aeree. Basta infatti andare in un bar dove una persona malata starnutisce o parla perché il virus si diffonda».

l.begalli

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