Sabato 07 Novembre 2009

«Il Comune di Sondrio
fa speculazione edilizia»

L’opposizione spara a zero sulla scelta dell’amministrazione Molteni di permettere un Piano integrato di intervento su piazzale Bertacchi, con la possibilità di ampliare il fabbricato esistente per realizzare una palazzina residenziale, in cambio della sistemazione dei giardini pubblici: «Se lo facesse un privato – dice il capogruppo del Pdl Danilo Sava – la chiameremmo speculazione edilizia, se lo fa il Comune come la vogliamo definire?». La scorsa settimana il consiglio comunale ha approvato l’inserimento di una scheda relativa a piazzale Bertacchi nel Documento di inquadramento per i Piani integrati di intervento, il “regolamento” che indica le aree della città in cui si possono realizzare interventi pubblico-privato. E dai banchi della minoranza ora arriva un’altra bordata di critiche su questa scelta: «Il Comune in pratica “espropria” alla città un’area di verde pubblico per venderla ai privati – afferma ancora Sava -, visto che questa ipotesi di Piano integrato di intervento sottrae spazi al giardino per destinarli ad usi commerciali e residenziali, non pubblici. In nome di cosa si fa questa operazione? Per sistemare i giardini, dice la giunta Molteni, perché non ci sono le risorse per procedere altrimenti. Invece ci sarebbero molti altri modi per ottenere il risultato, e questo in realtà è solo un modo per fare cassa, mettendo all’asta le volumetrie aggiuntive che verranno consentite sul piccolo fabbricato che ora ospita bagni pubblici e cartoleria».
Volumetrie aggiuntive che secondo i consiglieri del Pdl e di Sondrio Liberale finirebbero giocoforza per rovinare il giardino: «Basta andare in piazzale Bertacchi, guardarsi in giro – sottolinea Andrea Massera di Sondrio Liberale – e calcolare l’impatto sull’area verde di un edificio che avrebbe, in base alla scheda di questo possibile Piano integrato di intervento, la stessa altezza dei palazzi di via Trento – via Trieste. Ci sarebbero tanti altri sistemi per realizzare l’operazione, visto che, ad esempio, non è necessaria una contiguità fra l’area oggetto di un Piano integrato di intervento e le opere pubbliche nel progetto».
Secondo i gruppi di minoranza, insomma, se il settimo ponte sul Mallero fa parte dell’operazione sull’area ex Carini, per sistemare piazzale Bertacchi il Comune avrebbe potuto inserire l’opera come elemento qualitativo di un intervento realizzato altrove, ad esempio nell’area dell’ex Ipsia Fossati. Ma c’è di più: «Di fatto questo provvedimento è una variante urbanistica – rimarca Sava – che viene fatta mentre è in corso l’iter del Piano di governo del territorio, quello stesso iter che secondo il Comune ha reso necessario lo stop al piano casa. E ricordiamo che la palazzina è tutelata come bene di interesse culturale, fino a parere contrario della Soprintendenza, poiché è stata progettata nel 1958 da un professionista ora deceduto».

l.begalli

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