Sabato 07 Novembre 2009

Fazzolari condannato
a quasi dieci anni

Nove anni e 8 mesi di reclusione, oltre al risarcimento danni per l’unica parte civile costituitasi nel processo e 6.400 euro di multa.
Troppo poco per le vittime, uno sproposito secondo la difesa. Sta di fatto che se la sentenza di ieri sarà confermata anche nei successivi gradi di giudizio Luigi Fazzolari un bel po’ di carcere se lo dovrà fare di sicuro.
Il pubblico ministero Stefano Latorre avrebbe usato una mano ben più pesante: al termine della sua requisitoria ha chiesto la condanna a 17 anni di reclusione, provocando la risata di scherno dell’imputato, apparso sempre molto sicuro di sé. L’avvocato Giuseppe Romualdi invece ha chiesto senza mezzi termini l’assoluzione, domandando però in subordine che gli episodi contestati venissero derubricati da incendio a danneggiamento, ipotesi decisamente meno grave.
Dopo un paio d’ore di camera di consiglio, attorno alle 15 e un quarto, la sentenza del giudice collegiale composto dal presidente Pietro Paci e dai giudici Carlo Camnasio e Renato Buzi. Una decisione salomonica, che ha tenuto conto delle prove e delle argomentazioni sostenute dal pm, ma che ha preso in considerazione anche le obiezioni dell’avvocato difensore sulla natura del reato contestato. Al momento della sentenza, Fazzolari era già ripartito per Firenze, dove si è recentemente stabilito. Per lui ha parlato l’avvocato Romualdi: «Faremo appello di sicuro».
Il capo di imputazione era di quelli piuttosto pesanti: 22 episodi contestati, dalla fabbricazione e detenzione di bombe molotov o altri ordigni incendiari all’incendio di autovetture, esercizi commerciali e studi professionali. In pratica, dal ’95 al 2007 tutti i presunti torti subiti del medico e dentista valchiavennasco di origini calabresi sono stati lavati con il fuoco, soprattutto in Valchiavenna ma anche nel resto della provincia. E non ci voleva moltissimo a diventare suoi nemici: un semplice battibecco o una lite per un parcheggio erano più che sufficienti. Fazzolari - classe 46, nato a San Giovanni di Gerace, provincia di Reggio Calabria, ma residente a Chiavenna - è stato ritenuto colpevole per tutti i reati contestati, tranne l’incendio del condominio Maloia di via Rezia a Chiavenna del 6 giugno 2007.
Nella sentenza i giudici si sono riservati alla fase esecutiva l’eventuale applicazione dell’indulto, disponendo anche il risarcimento danni alla parte civile da liquidarsi in separata sede, con riconoscimento di una provvisionale di euro 30.000 ad Adelina Galdo e di 10.000 a Edemé Aufiero.

l.begalli

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