Vendemmia 2019: «In Valle la qualità è il valore aggiunto»

Vendemmia 2019: «In Valle la qualità è il valore aggiunto»

Rainoldi, presidente Consorzio Vini di Valtellina: «La produzione sarà di circa 3,5 milioni di bottiglie. In futuro non ci aspettiamo aumenti, non è l’obiettivo»

Molto profumato, un quadro aromatico definito “interessante” come appare interessante l’intensità e la tonalità cromatica, a battezzare quello che sembra destinato ad essere «un vino calibrato e di buon colore». E c’è la qualità.
Le maggiori aziende vitivinicole valtellinesi, insieme ai loro conferitori stanno concludendo la vendemmia 2019. Le condizioni del tempo non hanno ostacolato l’ultimo affinamento in pianta dei vitigni di Nebbiolo Chiavennasca e nelle cantine, alle prime prove di svinatura si moltiplicano gli apprezzamenti per il prodotto che prosegue intanto la sua lavorazione. Il presidente del Consorzio tutela Vini di Valtellina e viticoltore, Aldo Rainoldi offre indicazioni sui primissimi consuntivi della stagione.
«Possiamo iniziare a parlare - ha affermato ieri - di una annata sicuramente soddisfacente. In termini qualitativi, e questo è ciò che più ci interessa ma, tutto sommato, anche sotto il profilo della quantità. Il 2018 aveva avuto per la produzione in Valle un carattere di straordinarietà. E ci confrontiamo quindi con una vendemmia che era stata straordinaria. L’annata 2019 si presenta comunque come molto vicina alla precedente, possiamo ritenerci soddisfatti e anche considerare di essere stati accompagnati nel corso dei mesi da un pizzico di fortuna. Non abbiamo avuto particolari avversità meteo, eventi meteorici contrari. E la stagione è stata relativamente agevole anche dal punto di vista della difesa fitosanitaria». Ora le giornate di pioggia «rallentano un po’ le operazioni di chiusura vendemmiale - considera Rainoldi - ma non lamentiamoci, abbiamo potuto contare su un autunno tutto sommato asciutto e soprattutto con quelle escursioni termiche, tra il giorno e le notti, che sono proprio l’elemento che porta qualità. Quegli sbalzi termici tra il secco del giorno e il fresco marcato della notte sono quelli più correlati alle qualità delle vendemmie, sono un po’ il parametro climatico che spiega le buone annate».
Ora la curiosità va alle caratteristiche organolettiche, gli indici cromatici. «Sui vini nuovi - chiarisce Rainoldi - sarebbe in effetti più prudente dare un riscontro valutativo un pochino più avanti nel tempo, nella fermentazione, ma da quanto si è visto in cantina sembrano essere molto profumati con un quadro aromatico interessante, parliamo di vini di buon colore. Con il fine settimana in arrivo - afferma poi - molte aziende concluderanno le operazioni, resterà fuori qualcosa ancora nell’Alta Valle, ma tre quarti della vendemmia ad andare a domenica sarà conclusa». Vini valtellinesi che sono sempre più attesi da mercato e intenditori. «Sui grandi vini rossi, a denominazione - precisa il presidente del consorzio tutela - credo che di dubbi ormai non ce me debbano più essere. I rossi valtellinesi sono sulle caratteristiche, i “Rossi di Lombardia”. La nostra produzione si attesta con le vendemmie 2019 intorno ai 3,5 milioni di bottiglie. Ed è una produzione che consideriamo adeguata alla nostra capacità di vinificazione. Nel futuro - ha poi affermato il dirigente e viticoltore - non ci aspettiamo un aumento della produzione, non è nemmeno un obiettivo. Vogliamo tenere questi volumi aumentando la qualità intrinseca al prodotto e la qualità percepita, in come si vedono da fuori i nostri vini, la capacità di attrarre e motivare chi li vuole scegliere, una qualità percepita che porta al prodotto un valore aggiunto».


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