Treni Donizetti, per cambiare musica
Nuovi treni da gennaio sulle linee della nostra provincia. Intanto nei giorni scorsi i soliti ritardi e disagi

Treni Donizetti, per cambiare musica

Dopo anni di promesse, da gennaio sulla Lecco-Sondrio e la Colico-Chiavenna in arrivo 6 nuovi convogli. L’assessore regionale Terzi:

«Così potranno essere ridotte le cause dei disservizi, ma Rfi deve sistemare la rete»

Si comincia a passare dalle parole ai fatti. Dalla promessa di 176 nuovi treni, che risale all’epoca Maroni, all’annuncio dell’entrata in servizio dei primi nuovi convogli. A cinque anni dall’arrivo dei Coradia stavolta le novità riguardano la Lecco-Sondrio e la Colico-Chiavenna. I primi 15 treni acquistati da Regione Lombardia, con un investimento di 1,6 miliardi di euro, saranno destinati anche a queste due linee. Lo ha annunciato l’assessore regionale a Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, durante l’incontro con gli enti locali, i comitati dei pendolari e le associazioni dei consumatori. Il primo treno ad alta capacità Caravaggio sarà consegnato alla fine del mese per entrare in servizio a gennaio 2020, mentre il primo treno a media capacità Donizetti – il modello che interessa le linee della provincia di Sondrio - sarà fornito a dicembre per entrare in servizio il mese successivo. Entro giugno 2020 saranno consegnati 10 treni a media capacità (di tipo Pop/Donizetti) e 5 treni ad alta capacità, quindi il programma di consegne proseguirà per tutto il 2020 e gli anni a seguire fino al 2024. Non ci sono indicazioni definitive, ma si ipotizza che sei di questi nuovi treni viaggeranno sulle linee della provincia di Sondrio. Certo però per cambiare musica non basterà Donizetti, il treno di Alstom che prende il nome del compositore bergamasco: dovranno fare la propria parte anche coloro che si occupano della linea. «In particolare potranno essere ridotte le cause dei disservizi che derivano dall’inadeguatezza del materiale rotabile, perché diminuirà la probabilità di guasti ai treni - prosegue Terzi -. Lo sforzo di Regione però deve essere accompagnato da un impegno altrettanto significativo da parte di Rfi: se la rete non viene adeguatamente manutenuta e potenziata, i treni nuovi possono certo migliorare la qualità del servizio ma non determinare quel salto di qualità che i lombardi aspettano da troppo tempo».


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