Solo mille richieste. A Sondrio flop del reddito di cittadinanza
La provincia di Sondrio è in fondo alla classifica nazionale, in compagnia di altre realtà montane

Solo mille richieste. A Sondrio flop del reddito di cittadinanza

Ci si aspettava circa 2.500 domande invece ha interessato il 40% dei potenziali aventi diritto. I sindacati: «Hanno influito i paletti fissati per l’accesso»

Ci si aspettavano circa 2.500 domande o forse qualche centinaio in meno, visto che secondo le stime sindacali e le informazioni ufficiali il numero di persone con la possibilità di richiedere il reddito di cittadinanza è questo. Invece dalla provincia di Sondrio all’Inps sono arrivate, tramite i centri di assistenza fiscale e le Poste, soltanto 1.060 richieste di reddito di cittadinanza. Più di 900 sono state raccolte dagli uffici del sindacato, le altre sono pervenute all’istituto attraverso Poste italiane. La provincia di Sondrio è in fondo alla classifica nazionale dove, stavolta, è in compagnia di altre province montane. Sono state infatti solo 481 le richieste a Bolzano (dove gli abitanti sono circa mezzo milione) e 961 a Belluno, che ne ha circa 210mila. Tutta un’altra cosa rispetto ai centomila di Napoli e ai 64mila di Roma.
A livello italiano, a fronte di oltre 806mila richieste arrivate dai nuclei familiari all’Inps entro il 31 marzo, sono state elaborate le prime 681.736 istanze (85%).
Di queste, 488.337 (72%) sono state accolte, mentre 186.971 (27%) sono state respinte e 6.428 istanze (1%) sono in evidenza perché è necessaria un’ulteriore attività istruttoria. Stimando che anche per le istanze in evidenza si confermi una percentuale di accoglimento analoga a quella delle pratiche già definite e che la percentuale di accoglimento delle pratiche presentate insieme al modello Rdc/Com sia più alta, pare ragionevole una stima complessiva delle istanze accolte intorno al 75%. In Valtellina e Valchiavenna sono state accolte 451 domande su un totale di 677 esaminate. In pratica due su tre. Circa la metà delle domande sono state presentate agli sportelli della Cisl.
«Ci sono dei paletti che hanno influenzato i cittadini e le famiglie, rappresentando dei disincentivi, ad esempio l’acquisto di un veicolo o la proprietà di un immobile anche di scarso valore – è l’analisi del segretario generale della Cisl di Sondrio Davide Fumagalli -. Senza dimenticare le cifre che, in buona sostanza, sono divenute inferiori a quelle pubblicizzate in una prima fase».
Solo il 40% circa dei potenziali aventi diritto – stando alle statistiche dei mesi scorsi – ha quindi presentato la documentazione, ma «fra queste mille domande è evidente che ci sono moltissime persone e famiglie per i quali questo provvedimento rappresenta un valido supporto». Ora la Cisl auspica di potere contare su «politiche attive in grado di offrire reali opportunità di lavoro ai soggetti più deboli».
La Cgil, in occasione della presentazione di questo provvedimento, ha criticato questo strumento, ma ha anche spiegato che di fronte alla disponibilità del provvedimento, i cittadini che ne hanno diritto sono stati invitati a presentare la domanda. «Ci aspettavamo anche noi una maggiore adesione - spiega il segretario generale Guglielmo Zamboni -. Certo la questione delle proprietà diffuse e una variabile tutta culturale, rappresentata dalla tendenza a non volere usufruire di questo strumento, hanno rappresentato un freno. Ci potrebbero ancora essere fasce di popolazione che non hanno esercitato questo diritto. Gli uffici restano a loro disposizione».


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