Sarà una mensa a “chilometro vero”
Da sinistra Sandra Passamonti, Graziano Murada, Doriana Paganoni, Michela Piani, Andrea Repossini, Lorella Cecconami, Monica Fumagalli e Silvia Marchesini

Sarà una mensa a “chilometro vero”

Ad Albosaggia per il servizio alla scuola prodotti locali e con filiera trasparente tracciata made in Italy. Sarà la prima in Lombardia. Conclusa la fase di sperimentazione il progetto sarà operativo da gennaio

Prima in Lombardia, la mensa scolastica di Albosaggia dal 7 gennaio diventa a “km vero”, secondo il quale non tanto è la distanza il fattore determinante, ma la totale “trasparenza” della filiera di produzione, capace di assicurare elevati standard di qualità e sicurezza. In tavola a pranzo i circa 180 bambini della scuola orobica nei loro piatti troveranno prodotti locali a km zero e quelli di filiera tracciata made in Italy.
Un progetto, che si auspica possa essere replicato in altre scuole, presentato ieri dai partner che l’hanno concretizzato, a cominciare dall’amministrazione comunale insieme a Coldiretti Sondrio, la cooperativa “Il sentiero”, che da un paio d’anni gestisce il servizio di refezione, con la condivisione dell’Ast della montagna e dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust).
«Un grazie in primis a Coldiretti che ha dato l’idea di mensa a filiera italiana e alla cooperativa “Il sentiero” che ha accettato di aderire a questo innovativo progetto, iniziato da un mese e mezzo in via sperimentale, operativo da gennaio» ha detto il sindaco Graziano Murada facendo gli onori di casa.
Per la sensibilità dimostrata ha voluto ringraziare l’amministrazione Silvia Marchesini: «Questa è una giornata importantissima per noi - ha evidenziato la presidente di Coldiretti - e ringrazio Murada perché ha mostrato grande sensibilità nel riconoscere all’interno della scuola l’importanza della mensa». Scuola non vuol dire solo istruzione, ma anche «alimentazione per la salute dei nostri bambini. Per Coldrietti è il primo traguardo di tanti con Albosaggia che fa da apripista, dando la possibilità di valorizzare il prodotto italiano e quello locale». «Sul territorio valtellinese e valchiavennasco è solo l’inizio, ma verranno a breve delle altre realtà scolastiche che entreranno a far parte del progetto» ha assicurato Andrea Repossini, direttore di Coldiretti. Su quanto sia fondamentale investire sull’educazione all’alimentazione ha posto l’accento Erminio Tognini, vicario dell’Ust, trovando pieno appoggio in Lorella Cecconami e Monica Fumagalli, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo dell’Ats della montagna.
«In mensa si è sempre cercato di utilizzare e valorizzare il prodotto locale – ha aggiunto Sandra Passamonti, responsabile del settore mense de “Il sentiero” -: anche per noi la filiera italiana è al primo posto. Crediamo molto in questo progetto». Mangiare bene e fare attività fisica è sinonimo di buona salute, il concetto espresso da Cecconami: «Duplice è il ruolo dell’Ats: da un lato controlliamo le mense e regolamentiamo i menu, e da qualche anno stiamo indirizzando i gestori di mense, le cooperative e i Comuni verso prodotti a filiera corta e locali, con attenzione anche alla quantità dei pasti serviti». Anche perché i dati ci dicono che «in Valtellina il 28% dei bambini tra gli otto e i nove anni è in sovrappeso». Cecconami si è altresì impegnata a individuare delle strategie per inserire nel menu delle mense la bresaola: «Un alimento che dal punto di vista nutrizionale è perfetto, ma se servita a fette – nelle mense ci sono bambini dai tre anni in su - c’è rischio di soffocamento. Va somministra in maniera controllata – ad esempio a cubetti -: ci ragioniamo, se la vogliamo introdurre. Mi prendo questo impegno».


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