Sacro e profano riempiono Sondrio di bancarelle
Allestimenti speciali per la festa della Madonna dell’Uva a Scarpatetti

Sacro e profano riempiono Sondrio di bancarelle

Affari e curiosità a Scarpabellando, fiera e festa della Madonna dell’Uva: coi fondi raccolti a Scarpatetti si punta a restaurare l’antica cappella

Fiera, Scarpabellando, Festa della Madonna dell’Uva; sono le tre tessere del mosaico ch’è stata domenica 15 settembre in giro per il capoluogo. Estremamente composta la fiera (meno bancarelle delle passate edizioni, forse per la concomitanza di altri eventi), decisamente vintage Scarpabellando, ma la Festa della Madonna dell’Uva s’è tinta di colori come una volta. Una foto del 1976, con don Chiari che celebrava messa alla cappella alla base della salita Schenardi, rimandava a quei tempi; gli addobbi bianchi e rossi che hanno ripreso a giocare col venticello di ieri mattina; la preparazione del momento che ha segnato due punti importanti: il pranzo nella corte Colombera (50 i coperti con ricavato dedicato al restauro della cappelletta) e il rosario alle 21. «Il valore aggiunto dell’appuntamento della contrada sono i ragazzi - ha commentato Sandro Colombera, dell’associazione culturale Scarpatetti -. Sono mancati alcuni “professionisti”, ma ci sta. Qualche bancarella, come ai vecchi tempi, c’è stata, rimessi i festoni, il rosario alle 21 direi che come contrada ci siamo. Una volta si celebrava la messa, poi si è un po’ smarrito l’appuntamento. I vecchi erano abituati alla funzione e ne sono un po’ rattristati. Rimessa l’edera, pensiamo al restauro dell’edicola adesso». E c’è stata pure Chiara Corlatti, guida turistica che collabora col Mvsa, a fornire un po’ di storia: «Scarpatetti è una contrada rurale, paese nella città; incarna lo spirito di un tempo, con la gente molto legata al tema religioso tant’è che ci sono tre cappelle (partendo da piazza Quadrivio): quella di Maria Ausiliatrice, la Madonna dell’Uva e il Cuore Immacolato di Maria. Ma ci sono anche affreschi sui muri delle case con santi e Gesù. Decretavano l’appartenenza religiosa della gente in periodi di lotta col protestantesimo. Sant’Antonio, per esempio, affresco vicino alla cappella della Madonna dell’Uva, era anche il patrono delle donne incinta o che chiedevano la grazia di un figlio. La statua lignea della Madonna dell’Uva arriva dal convento dei Cappuccini che fu smantellato da Napoleone a fine ‘700».
Tra le bancarelle di Scarpatetti spazio anche per i progetti di solidarietà: in piazza Quadrivio il banchetto - anzi un bancone viste le dimensioni - allestito da studenti del Liceo Piazzi Perpenti di Sondrio. Tra libri, quadri, bigiotteria, piantine e servizi da caffè, all’opera Tommaso Rossi, Valentina Conforto e Anna Cornaggia. Di Sondrio i primi due, di Regoledo di Cosio la terza, tutti studenti di quinta al liceo classico, impegnati in una domenica alternativa . «Per sostenere il progetto di adozioni a distanza in Brasile avviato dalla scuola ormai da alcuni anni». Un progetto che più volte li ha portati a partecipare a mercatini in città e che sempre raccoglie tanta curiosità. La gente si ferma, chiede informazioni, prende qualcosa e lascia un’offerta. Piccoli gesti per un progetto che cresce anno dopo anno: dai due che erano inizialmente, i ragazzini adottati a distanza sono già diventati tre.
Dal sacro di Scarpatetti al profano, con una passeggiata lungo via Trento, via Trieste: cashmere del Nepal; tutte le caramelle a 1euro all’etto, zucchero filato, mille proposte di acquisto. Via Trento e pure via Trieste con i ragazzini a giocare coi multicolorati paracarri addobbati dai commercianti della zona; invase da proposte di tutti i settori merceologici. La gente è passata, per la verità, con borse abbastanza gonfie in mano: qualche transazione sembra essere andata a buon fine. Salame bergamasco, porchetta perugina, porchetta di Ariccia, “svuoto anche il magazzino”; tanta gente e in lontananza il rombare dei motori che, sulla collina di Triangia, portavano la sfida della Coppa Valtellina da Mossini a Berbenno.


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