Quindici volte “Guarda con me”  La fotografia che si fa inclusione
La mostra “Guarda con me” sarà visitabile sino al 13 maggio a palazzo Martinengo (Foto by Foto Gianatti)

Quindici volte “Guarda con me”

La fotografia che si fa inclusione

La mostraPalazzo Martinengo ospita una serie di ritratti molto speciali
Prima un laboratorio, poi i disabili dello Spa-H si sono immortalati a vicenda

Osservare senza imbarazzo ciò che spesso viene ritenuto diverso. Un’opportunità da non perdere quella che offre “Guarda con me”, mostra fotografica inaugurata sabato a palazzo Martinengo a Sondrio, dove resterà aperta sino al 13 maggio, a cura dei giovani disabili dello Spa-H, frutto di un laboratorio di fotografia durato un paio di mesi tenuto - a titolo gratuito - dal professionista Andrea Gherardi, che ha coordinato l’esposizione. Un percorso schietto, in bianco e nero, che colpisce per intensità e bellezza e non lascia indifferenti. Viene preso letteralmente per mano - lo si è visto al taglio del nastro -, guardando uno dopo l’altro i 15 ritratti di ciascuno dei giovani ospiti che frequentano lo Spa-H, centro sperimentale voluto e creato dalla Fondazione Albosaggia.
Su un aspetto, in particolare, ha voluto porre l’accento Gherardi: «I ritratti in mostra sono stati realizzati dai ragazzi, i quali si sono fotografati vicendevolmente».
Ciascuno, attraverso la macchina fotografica, «ha interpretato il soggetto che aveva di fronte, senza preconcetti, oltre la definizione di disabile, dando voce al silenzio interiore che solo la fotografia e la pittura sono capaci di esprimere. Spesso è difficile guardare negli occhi chi abbiamo di fronte, chiunque esso sia».
Ed ecco che l’ottava arte è diventata veicolo di Inclusione, con la I maiuscola, come ha rimarcato Marco Alberti: «Questa per noi è un’occasione importante per almeno due motivi: da una parte abbiamo dato l’opportunità ai nostri ragazzi di cimentarsi con la fotografia, raccontando le persone e le loro vite - le parole del coordinatore di Spa-H -; dall’altra pensiamo di porre un tassello importante all’interno della nostra società in termini di inclusione e superamento delle diversità». Ha ringraziato per l’ospitalità il Comune di Sondrio, in particolare l’assessore alla Cultura Marina Cotelli, il presidente di Spa-H: «Una mostra che è stata voluta e creata dai nostri operatori - ha detto Celsi Bagini -, che dà importanza, rendendoli protagonisti, ai nostri ragazzi, a cui vanno i miei complimenti e il mio grazie».
«Vorrei fare un appello ai professionisti, indipendentemente dal loro campo di lavoro – ha aggiunto Gherardi, visibilmente emozionato -: questo laboratorio ha donato più a me, di quello che io ho dato e insegnato a questi fantastici ragazzi. Quindi chiedo, a chi lo volesse, di dedicare del tempo, di impegnarsi nel volontariato, perché quelle che vedo non sono le barriere della disabilità, piuttosto il muro della normalità». «Una mostra – ha concluso Cristian Cabello, disabile delegato dal prefetto Giuseppe Mario Scalia -, che aiuta a guardare con occhi diversi ciò che viene considerato diverso».
La mostra a ingresso libero è visitabile ogni giorno dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19.


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