Ladri di mele anche da fuori provincia
Le mele della Valtellina ingolosiscono anche i ladri: c’è chi viene apposta da fuori provincia per rubarle

Ladri di mele anche da fuori provincia

A Ponte in Valtellina l’allarme del coltivatore Bambini: «Non è la prima volta che si vede gente con le borse piene». Un pensionato della Bergamasca, colto sul fatto, è stato denunciato grazie all’intervento dei carabinieri

Nulla a che vedere con quanto Dino Buzzati racconta ne “I giorni perduti” dove un uomo vede portare via da casa sua delle casse e non può fare altrimenti visto che queste contengono i veri e più importanti giorni perduti della sua vita. Le casse che il frutticoltore di Ponte in Valtellina, Sandro Bambini, ha visto portar via dal suo frutteto erano piene zeppe delle mele più belle degli alberi vicino alla valle del Rhon, al confine con Tresivio. Fuor di metafora, giorni perduti sì a ben vedere – quelli del faticoso lavoro nei campi – se il furto fosse andato a segno.
È quanto accaduto nei giorni scorsi a Ponte e che Bambini tiene a rendere noto proprio per invitare i colleghi a tenere gli occhi ben aperti. «Non è la prima volta che persone escono dai frutteti con borse di mele - spiega Bambini -, ma questa volta il colpevole non l’ha fatta franca ed è stato colto in flagranza di reato. Mi capita spesso verso sera di girare con il trattore in campagna per vedere che sia tutto a posto. Un giorno ho visto un’auto parcheggiata vicino a un campo di mais. Visto che siamo solo due frutticoltori a coltivare questa area vicino a Tresivio e la vettura in questione non era quella del mio vicino di terreno, mi sono insospettito. Ho rallentato e ho visto una cassa piena di mele per terra. Allora mi sono fermato e ho visto nascosta fra gli arbusti di robinia una persona. La scena è parsa alquanto buffa, visto che si vedeva solo il suo posteriore spuntare fra i rami...».
Dopo un attimo l’uomo – un pensionato di 70 anni della Bergamasca, di Ponteranica – se n’è uscito, però, dal campo con un’altra bella cassa di mele fra le mani. Salvo imbattersi nel proprietario di quelle mele. «L’uomo ha iniziato a giustificarsi dicendo che cercava mele per i cavalli e che per terra non ne trovava – prosegue Bambini -. Gli ho detto che stava raccontando un sacco di frottole e ho chiamato il 112. Ringrazio le forze dell’ordine che si sono attivate subito: una pattuglia è partita da Sondrio e anche la stazione di Ponte ha fatto partire una pattuglia che in pochi minuti è arrivata. Nel frattempo il signore mi ha pregato di non denunciarlo e ha cercato di fuggire. Ho cercato di bloccarlo, dicendogli che avrebbe peggiorato la situazione. Lui è riuscito a scappare, ma dopo poco si è fermato, probabilmente ricredendosi, anche perché ormai io avevo chiamato i carabinieri e avevo preso il numero di targa».
Quando i carabinieri sono arrivati hanno ispezionato l’auto, una Renault Kangoo, e trovato numerose casse vuote – adagiate sui sedili abbassati - capaci di contenere un quintale di mele.
Probabilmente l’uomo aveva appena iniziato il suo “lavoretto”, ma è stato fermato prima e denunciato. «Si capiva che era venuto dalle valli bergamasche per rubare le mele e non che si sia fatto ingolosire passando davanti al frutteto – conclude il frutticoltore -. Peraltro la sua mano era esperta. Aveva staccato bene le mele con il picciolo, scegliendo fra le più belle sulle piante, e aveva rivestito le casse di carta».


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