La zampata delle leonesse sul Festival

Il documentario girato in Tanzania dall’austriaco Owen Pruemm ha vinto il premio “Città di Sondrio”. Il pubblico ha scelto i lupi bianchi dell’Artide - L’assessore Fratta soddisfatta: «Tanta gente e grande qualità»

La zampata delle leonesse sul Festival
Nasim Eshqi ritira il primo premio per il vincitore Pruemm, assente

Le leonesse della Tanzania artigliano il Sondrio Festival. Al film “La legge dei leoni- Morte nella radura”, girato nel Ruhaha National Park dall’austriaco Owen Pruemm, va il premio più ambito della rassegna, il “Città di Sondrio” con relativo assegno di 4mila euro. La giuria internazionale guidata da Eleonora Frigerio e a forte dominanza femminile (Pietro Carlesi del Tci fra Mireille Chiocca, Loredana Dresti e la rappresentante del Park Service Usa, Tara Morrison) ha decretato la vittoria di un film dove le leonesse dominano, cacciano, allevano la prole e perfino uccidono lentamente una sorella che si è spinta troppo oltre, è la dura legge del branco.
Forte il coinvolgimento emotivo dello spettatore - rilevato nella motivazione - ma occorre anche riflettere sul fatto che non si possono applicare categorie di pensiero umane (crudeltà, perdono) al mondo animale, come ammoniva il monaco buddista nell’emozionante “Corea Selvaggia” di James Reed, giustamente premiato dagli studenti, che visionavano una selezione di film in concorso e no. I meravigliosi lupi bianchi dell’Artide, aggressivi e teneri, feroci con gli adulti e affettuosi con i piccoli, del tedesco Oliver Goetzl (presente in sala) conquistano invece il favore della giuria del pubblico, guidata da quasi vent’anni da Arrigo Mattiussi.
A “Sesso, bugie e farfalle” di Ann Johnson Prum (torna il titolo originale, inizialmente edulcorato in “La meravigliosa vita delle farfalle”) va il premio del Parco dello Stelvio (3mila euro), «per aver raccontato in modo innovativo il mondo di un insetto comune, ma poco conosciuto». Premiato dalla Regione Lombardia (3mila euro) “Monti Tatra-La vita al limite” dello slovacco Erik Baláž, proiettato sabato che ha documentato le difficili condizioni di sopravvivenza per animali come camosci, orsi, lupi, «elevando il parco al ruolo di protagonista».
Apertasi nel tardo pomeriggio con la proiezione del vincitore del Trento Film Festival 2018, “The Dawn Wall” di Peter Mortimer e Josh Lowell su un’ impresa apparentemente impossibile nello Yosemite National Park, la serata è stata condotta con il solito garbo da Fabio Panzeri di Teleunica. Assente il regista vincitore che comunque ha mandato un videomessaggio per spiegarne le ragioni: «Mi dispiace di non essere qui a riceverlo di persona, spero di essere riuscito a mostrare che i leoni hanno condizioni di vita simili alle nostre: vogliono proteggere le loro famiglie, le loro aree, hanno un ottimo spirito di conservazione».
Il premio consegnato da Marcella Fratta, presidente di Assomidop, è stato ritirato per lui da Nasim Eshqi, la freeclimber iraniana che il pubblico di Sondrio ha subito amato, per la sua semplicità e la sua determinazione, la sorpresa più piacevole di questo festival, che forse tornerà presto tra le nostre montagne, dopo aver “assaggiato” la Val di Mello e aver fatto il bagno (!) nel Valfontana. Apprezzatissimo lo spettacolo di teatro acrobatico, un fiore ondeggiante che apre i propri petali sulle immagini dei documentari.
Fratta, assessore sondriese alla cultura, ha espresso la sua soddisfazione per questa sua prima volta alla guida della manifestazione. «Sono felice per la grande affluenza di pubblico» ha detto. «Ma anche per la qualità degli interventi degli ospiti, le tematiche trattate nei convegni, il lavoro del comitato scientifico e della giuria internazionale come pure i giudizi di pubblico e studenti. E infine, per essere riusciti a trasformare la provincia in un grande laboratorio didattico sulla natura».

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