Impianti a fune, siglato l’accordo
L’accordo arriva al termine di una stagione invernale che per gli operatori in Valle è stata positiva

Impianti a fune, siglato l’accordo

Rinnovato il contratto degli addetti - In Valtellina e Valchiavenna sono seicento i lavoratori interessati

Aumento del salario e più tutele in caso di malattia. Nuova richiesta perché sia riconosciuta tra le attività usuranti

È stata firmato giovedì sera dai rappresentanti sindacali e dall’Anef a Bergamo il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli addetti agli impianti di trasporto a fune. 
C’è soddisfazione fra i sindacalisti per un accordo arrivato, dopo un’approfondita trattativa, prima della sua naturale scadenza, in un settore che conta circa 15 mila lavoratori a livello nazionale e circa seicento in provincia di Sondrio.
Il testo, approvato nelle scorse settimane dalle assemblee dei dipendenti, contiene alcune novità salariali. Il testo prevede 72 euro di aumento retributivo a regime, suddiviso in tre tranche per la vigenza 2019-2022 del contratto. Inoltre sono previsti 100 euro in più annui a titolo di welfare, che possono essere incrementati a 110 euro se il lavoratore destina la quota alla previdenza complementare. Sono incrementate anche le tutele in caso di malattia ed è equiparato il trattamento, economico e normativo, tra lavoratori stagionali e a tempo indeterminato.
«È previsto inoltre - proseguono le sigle - un aumento dell’indennità di prestazione domenicale, in un settore dove la domenica risulta essere una delle giornate con maggior affluenza di persone e quindi richiede un maggior ricorso ai lavoratori». Per ogni domenica di lavoro verranno aggiunti in busta paga 13 euro, in precedenza erano 12.
A quanto elencato va aggiunto il recepimento dell’accordo quadro tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil del 25 gennaio 2016 relativo al contrasto alle molestie e alle violenze nei luoghi di lavoro.
Le parti hanno inoltre sottoscritto un avviso comune per il riconoscimento delle attività usuranti ai lavoratori del settore. Lavorare in condizioni climatiche molto rigide, ma anche affrontare più volte nel corso della giornata il dislivello delle cabinovie, sono senza dubbio esperienze potenzialmente negative per la salute e secondo i sindacati questo disagio merita di essere riconosciuto con dei benefici in termini di accesso alla pensione.
La parola, ora, passa al governo.
Tra gli aspetti significativi c’è anche la definizione di un diritto di prelazione per i lavoratori presenti con contratti a termine in caso di assunzione a tempo indeterminato.
Un fattore molto importante in una provincia dove due dipendenti su tre - 400 su 600 - sono stagionali.
«Questa intesa arriva dopo vari confronti, in un periodo molto complicato per il settore degli impianti a fune, ma anche al termine di una stagione tutto sommato positiva per le aziende attive in Valtellina e Valchiavenna e prima della scadenza», sottolinea Giorgio Nana della Filt Cgil, presente a Bergamo insieme a Michele Fedele della Fit Cisl per rappresentare i lavoratori di una provincia dove Anef è di gran lunga l’associazione più rappresentativa fra le imprese del comparto.


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