«Formazione, così proprio non va»
Sono soprattutto gli addetti alle macchine a controllo numerico ad essere ricercati dal mercato

«Formazione, così proprio non va»

Poche le iscrizioni, salta la prima classe per il corso di meccanici all’istituto professionale Caurga di Chiavenna

Confartigianato: «Per noi è una brutta notizia. Serve un tavolo di confronto con la scuola e le famiglie»

I timori erano diffusi da qualche giorno e ieri si sono trasformati in una certezza. Nell’anno scolastico 2019-20 al “Caurga” di Chiavenna non ci sarà una prima classe del corso per meccanici. Non è stato possibile formarla a causa del numero estremamente ridotto di alunni interessati, ben inferiore non soltanto alle normative vigenti, ma anche da eventuali numeri più bassi possibili grazie ad eventuali deroghe. Ieri il dirigente scolastico Massimo Minnai ha quindi spiegato che, essendo impossibile formare la classe, «gli studenti verranno riorientati».
Come sottolineato nella descrizione del corso del Caurga, le competenze tecnico-professionali di questo indirizzo sono riferite alle filiere dei settori produttivi generali - elettronica, elettrotecnica, meccanica, termotecnica ed altri - e specificamente sviluppate in relazione alle esigenze espresse dal territorio.
Finora i diplomati non hanno avuto problemi nel trovare un’occupazione in Valchiavenna, non soltanto al termine degli studi, ma in molti casi addirittura prima del diploma. Ma questa attenzione e le risposte positive del territorio – che fra le tute blu non ha conosciuto casi rilevanti di crisi in zona - non sono bastate per evitare il finale temuto da tutti, cioè la mancata attivazione di una prima classe.
Un risultato negativo che amplifica il trend osservato in tutta la provincia, dove appare inesorabile la fuga dagli istituti professionali, nonostante le aziende richiedano esperti falegnami, artigiani, elettricisti, idraulici e via dicendo. Dalle 424 iscrizioni raccolte quattro anni fa nel 2016-2017 - 26% sul totale delle iscrizioni -, si è scesi a 360 (22%) nel 2017-2018, che sono diventate 350 (21%) lo scorso anno, per scendere ora sotto quota 300.
Nei giorni scorsi l’allarme era arrivato dall’Api, ora interviene Confartigianato.
«Le aziende del territorio valchiavennasco richiedono meccanici – spiega il vicepresidente provinciale degli artigiani Andrea Lorenzini -. Un chiaro esempio è quello degli operatori per le macchine a controllo numerico, ma ce ne sono varie altre. La notizia dell’assenza, nel prossimo anno scolastico, di una prima classe, è assolutamente negativa». Gli artigiani non si fermano all’analisi.
«Finora non siamo stati coinvolti in questa partita. È invece, a nostro modo di vedere, più che mai opportuno promuovere un confronto con il mondo della scuola locale e provinciale». Già in passato gli artigiani avevano partecipato a dei percorsi promossi da scuole e istituzione. Un chiaro esempio è quello dei “maestri del lavoro”. «Circa 15 anni fa avevamo messo in campo interventi che erano finalizzati anche al mantenimento della scuola e avevano portato, anche grazie al nostro aiuto, a offrire dei percorsi interessanti agli alunni. Il mondo del lavoro potrebbe essere utile per affrontare questa situazione. Anche oggi siamo disposti a cercare delle figure in grado di garantire un aiuto di questo tipo».


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