Da un capannone all’altro per fuggire

al fisco: scoperti

Da un capannone all’altro per fuggire  al fisco: scoperti

Nei guai i soci di un’azienda che opera nel settore della meccanica di precisione

Per evadere il fisco avevano escogitato un sistema piuttosto originale: lavoravano per qualche mese in un capannone, poi spostavano attività e macchinari in un altro e così via, in modo che in caso di verifiche non fosse facile trovarli.

Alla fine però sono comunque finiti nella rete della Guardia di finanza e così i due soci comaschi titolari di una società che opera a Dubino nel settore della meccanica di precisione (realizzando bulloni e minuteria metallica) rischiano ora di pagar cara la “furbata” e l’evasione fiscale che viene contestata.

Secondo gli accertamenti fatti dalle Fiamme gialle della Tenenza di Chiavenna, la società in questione (che dà lavoro a cinque operai, per i quali risulta non venissero pagati i contributi) a partire dal 2011 aveva smesso di presentare dichiarazione dei redditi, occultando al fisco oltre un milione di euro di ricavi, evadendo così imposte dirette e Iva per oltre 100mila euro.

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