All’ospedale di Sondrio il nuovo ecografo dell’Alomar
La donazione dell’ecografo all’ambulatorio reumatologico (Foto by foto Gianatti)

All’ospedale di Sondrio il nuovo ecografo dell’Alomar

L’apparecchio è stato consegnato ufficialmente ieri mattina all’ambulatorio reumatologico. «Potremo soddisfare l’offerta in ambito superspecialistico sia per i pazienti già noti, sia per i nuovi»

Uno strumento importante per medici e pazienti, «un esempio positivo di come un’associazione dedicata ai malati e l’istituzione possano andare a braccetto per il bene di tutti». È stato consegnato ufficialmente ieri mattina il nuovo ecografo donato dall’Alomar di Sondrio all’Asst Valtellina e Alto Lario, uno strumento che andrà a potenziare le dotazioni dell’ambulatorio reumatologico dell’ospedale del capoluogo.
A tagliare il nastro, il direttore generale dell’Asst Tommaso Saporito insieme alla direttrice sanitaria Giuseppina Ardemagni, Pierpaolo Parravicini, direttore della Medicina generale dell’ospedale di Sondrio, e un nutrito gruppo di volontari dell’Alomar, guidati dalla presidente Silvia Valsecchi. «Con questa nuova apparecchiatura potremo soddisfare l’offerta in ambito superspecialistico sia per i pazienti che già fanno riferimento alle nostre strutture, sia per quelli che vorranno accedervi in futuro - ha spiegato Parravicini -. Ringraziamo tutta la dirigenza dell’Asst, le nostre reumatologhe e, di cuore, l’Alomar, che con questa iniziativa mostra un esempio di come un’associazione dei malati e l’istituzione possono collaborare per il bene dei pazienti».
L’ecografo donato dall’associazione è infatti «uno strumento sofisticato, in grado di fornire un ausilio di prima grandezza agli specialisti», sottolinea l’Asst in una nota diffusa ieri, visto che consentirà «accertamenti ultrasonografici anche sulle strutture articolari di piccole dimensioni, accrescendo le già notevoli possibilità diagnostiche e garantendo all’utenza un migliore e precoce inquadramento delle patologie». In questo modo gli specialisti possono indirizzare subito il paziente verso le terapie più opportune, compresi «trattamenti biotecnologici che grazie alla precocità di utilizzo consentono di modificare in modo rimarchevole l’evoluzione naturale delle patologie», spiegano ancora dall’Asst.


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