A Sondrio, Rogolo e Montagna vivono i più ricchi della valle
A Sondrio i più ricchi della Valle

A Sondrio, Rogolo e Montagna vivono i più ricchi della valle

Reddito medio imponibile pro capite di 22.526 euro nel capoluogo, a Villa di Chiavenna 10.401. I Comuni dei frontalieri in fondo alla graduatoria

Reddito pro capite degli italiani nel 2017. I redditi più alti nelle zone con la tonalità più scura

Reddito pro capite degli italiani nel 2017. I redditi più alti nelle zone con la tonalità più scura
(Foto by La Provincia)

Vince Sondrio con 22.526 euro all’anno di reddito imponibile medio pro capite.
Sul podio ci sono anche Rogolo con 21.515 e Montagna in Valtellina con 21.304.
In fondo alla classifica ci sta Villa di Chiavenna, dove i contribuenti nel 2017 hanno dichiarato in media 10.401 euro.
Ecco la classifica elaborata da Twig Srl data management company sulla base dei dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze Mef sui redditi del 2017.
Le cifre evidenziano che in Italia il reddito imponibile pro capite (al netto delle eventuali detrazioni) è di circa 19.500 euro, sostanzialmente identico a quello rilevato nel 2016 (-0,06%). Sono una decina i Comuni della Provincia di Sondrio che fanno segnare una cifra superiore. Oltre ai primi tre ci sono Morbegno (21.093), Poggiridenti (20.920), Livigno (20.806), Tresivio (19.961), Albosaggia (19.875), Bormio (19.703) e Delebio (19.525).
Basta una rapida osservazione della mappa con il territorio della Valtellina e della Valchiavenna colorato sulla base delle fasce di reddito per osservare alcune caratteristiche. C’è una linea che segna un certo benessere dal fondovalle del Morbegnese a Sondrio e in tutti i capoluoghi di mandamento i numeri sono abbastanza elevati. Anche Tirano (con oltre 19mila euro) e Chiavenna (18.147) sono nella parte alta della classifica provinciale, ma già in queste due città si intravede il trend relativo ai Comuni di confine. Il reddito imponibile pro capite più basso, infatti, si registra spesso nei territori dove è più alta la percentuale di lavoratori frontalieri.
L’istituto che ha curato l’indagine, non a caso, sottolinea che «tutti i calcoli sono effettuati sul reddito imponibile, ovvero il reddito sul quale viene pagata l’Irpef».
L’assenza degli stipendi in franchi svizzeri, insomma, influisce in modo pesante sul reddito imponibile pro capite medio dei singoli Comuni. Basti pensare, oltre a Villa di Chiavenna, a Piuro, che con 14.375 euro di reddito imponibile pro capite è in terzultima posizione a livello provinciale.
Ma non si tratta di aree povere dal punto di vista economico. «Alla base di questa posizione c’è senza dubbio l’alta incidenza del lavoro in Svizzera - sottolinea il sindaco Massimiliano Tam - Secondo le statistiche abbiamo 680 contribuenti e circa 85 frontalieri, ai quali si sommano i cittadini occupati oltre il confine di Castasegna con altri permessi». Niente Irpef, niente reddito per questa statistica che spedisce i Comuni dei frontalieri in fondo alla graduatoria. Se i guadagni di coloro che tutte le mattina salgono sui tornanti del Maloja fossero compresi, il risultato finale sarebbe probabilmente ben diverso.
Almeno finché non cambierà, sulla base dell’accordo fiscale tra Italia e Svizzera, il sistema di tassazione dei redditi dei frontalieri.
Ma questo è tutto un altro argomento e tra le altre cose la fase di stallo – iniziata più di tre anni fa – prosegue.


© RIPRODUZIONE RISERVATA