Winelivery, che brindisi. Il prossimo passo  è la quotazione in Borsa
Da sinistra: Francesco Magro e Andrea Antinori

Winelivery, che brindisi. Il prossimo passo

è la quotazione in Borsa

Il cammino. Nel 2019 un fatturato di 1,45 milioni, attività in 13 città e un numero di soci superiore ai 570. Nel giugno scorso l’ingresso nel programma Elite.

Ben 1,45 milioni di euro di fatturato, con una crescita del 272% rispetto al 2018, e attività in 13 città. Per Winelivery è stato un altro di crescita, ma la società fondata dai valtellinesi Francesco Magro e Andrea Antinori non si ferma e punta su un 2020 di ulteriore sviluppo. Grazie all’App che consente di ordinare e ricevere a casa in mezzora vini, birre e drink, nel 2019 sono state consegnate oltre centomila bottiglie. A livello geografico sembrano lontani i tempi in cui l’attività era limitata a Milano, la metropoli nella quale Magro e Antinori hanno ideato e lanciato - nel gennaio del 2016 - la propria esperienza imprenditoriale. L’espansione degli ultimi anni li ha portati a Bologna, Torino, Firenze, Bergamo, Roma, Napoli, Prato, Rimini e Catania, oltre all’attività svolta a Formentera nel periodo estivo.

L’obiettivo è quello di raddoppiare, in modo da portare gli scooter delle consegne in ben venticinque città d’Italia. Senza dimenticare il mercato estero. La piattaforma tecnologica di Winelivery è anche un canale di comunicazione per connettere direttamente il consumatore con il produttore, che può raccontare i propri vini e distribuirli con un servizio di consegna eccellente. Oltre a servire il mercato privato, Winelivery offre servizi sia al mondo Horeca sia alle aziende, come mini-catering e regalistica. Per Winelivery il 2019 è stato un anno importante anche dal punto di vista finanziario: management e proprietà hanno puntato su un round pre-ipo. Si tratta di un’ operazione privata conclusasi a fine dicembre 2019 con la raccolta di 1,5 milioni di euro, grazie al forte contributo da parte degli attuali soci e all’entrata di importanti player istituzionali come Gellify Digital Investments, che ha creduto nel modello di business volto sempre di più a diventare il primo specialista nella comunicazione digitale integrata nel mondo del beverage. «Gdi, esperta di innovazione digitale, oltre ad aver investito capitale nella nostra realtà, ne supporterà la crescita di mercato e di implementazione tecnologica», spiegano da Winelivery.

«La quotazione è il naturale proseguimento del percorso finanziario di Winelivery, che conta già oltre 570 soci, oltre che una grande opportunità di ulteriore slancio commerciale», sottolinea Francesco Magro. Il cammino verso il listing ha visto compiersi uno dei primi passi il 20 giugno 2019, quando Winelivery ha fatto il suo ingresso nel programma Elite di Borsa italiana e pochi giorni dopo è stata scelta anche per partecipare a EndeavorX, il programma di Endeavor Italia per supportare futuri imprenditori ad alto potenziale.

L’espansione territoriale sarà accompagnata dal consolidamento della presenza sulle città già servite e da una forte evoluzione a livello tecnologico, volta a facilitare sempre di più la fruizione del servizio e a realizzare nuove funzionalità che rendano sempre più interattiva l’esperienza dell’app Winelivery.


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