Voucher, quasi un milione nel 2016  «Usati anche in edilizia e industria»
Michela Turcatti, della Cgil di Sondrio

Voucher, quasi un milione nel 2016

«Usati anche in edilizia e industria»

Rappresentano circa l’1,5% del mercato del lavoro, ma per la Cgil in troppi li usano per ridurre i costi.

In totale 924mila voucher in un anno. Sono quelli venduti nel 2016 in Valtellina secondo i dati diffusi dalla Cgil sulla base di un’indagine che riguarda tutta la Lombardia, dove i buoni lavoro sono stati ben 27milioni. La provincia di Sondrio non è ultima nella classifica regionale, perché precede sia Cremona, sia Lodi. E anche in rapporto a province ben più popolose, il dato sondriese appare decisamente rilevante.

L’analisi della Camera del lavoro si concentra sia sull’utilizzo totale, sia sui singoli settori. «Altro che lavoretti o lavori accessori, come dice qualcuno - commenta Michela Turcatti dalla Cgil di Sondrio -. I dati dimostrano che non sono né l’assistenza domestica né l’agricoltura i campi dove sono stati utilizzati con maggiore intensità. Invece i voucher dei settori per cui non erano stati pensati originariamente sono ben più rilevanti».

Nella colonna delle attività non classificate ci sono ben 279mila voucher. «Occorre fare chiarezza su questo uso, su chi sono i grandi utilizzatori: dall’Inps sono arrivate poche settimane fa le prime informazioni - che chiedevamo da mesi - e che finalmente possiamo interpretare e analizzare. Stiamo infatti parlando del 47% circa dei voucher venduti. Riteniamo che in questa percentuale siano compresi anche ambiti come l’edilizia e il manifatturiero. Intanto in agricoltura siamo al 2%, nei lavori domestici all’1,5, nel commercio al 10,8, nelle manifestazioni sportive e culturali all’1,4, nei servizi al 5,8 e nel turismo al 25».

Qual è l’origine di questo utilizzo massiccio? La Cgil di Sondrio non ha dubbi. «Abbattere i costi. Una finalità che, tra le altre cose, ha ben poco a che fare con le eccellenze del territorio, sia nel turismo, sia nell’industria. Chiediamo al parlamento di approvare la Carta dei diritti e di fissare la data del referendum per abolire i voucher e per la responsabilità solidale degli appalti».

Ma nel complesso quanto valgono i voucher nel mercato del lavoro locale? Per dare l’idea di quanti lavoratori a tempo pieno rappresenti questa cifra, si può dividere il numero di ore di voucher per quello di ore medie lavorate in un anno (1600). Il risultato è circa 575. Secondo i dati diffusi dalla Camera di commercio, nel terzo trimestre del 2016 gli addetti totali in provincia di Sondrio erano 54.018, di cui 37.177 subordinati. Il numero degli occupati totali aumenta lievemente (+0,96%), sia rispetto al trimestre precedente (+0,96%), sia su base annua (+0,12%). I lavoratori subordinati calano sia rispetto al trimestre precedente (-1,36%), sia su base annua (-1,40%). Considerato il numero dei subordinati, oltre 37mila, i 575 ipotetici posti a voucher rappresentano circa l’1,5%. È un solo dato, frutto di una stima, ma può essere utile per dare l’idea della rilevanza del fenomeno. Siccome nella realtà i lavoratori pagati con i voucher sono dispersi fra moltissime attività, il loro impatto potrebbe sembrare marginale. Ma si tratta comunque, complessivamente, del numero di addetti di vari stabilimenti rilevanti per dodici mesi all’anno. Rispetto al 2015, inoltre, l’aumento è stato rilevante, perché i buoni venduti nei dodici mesi precedenti erano stati 776mila.


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