«Valle turistica ma poche guide». Esami bloccati
Turisti all’ingresso di palazzo pretorio di Sondrio

«Valle turistica ma poche guide». Esami bloccati

L’elenco della Provincia ne indica in tutto 77, ma solo una ventina sono attive con regolarità. «Servono persone preparate che sappiano le lingue».

In base all’elenco disponibile sul sito della Provincia di Sondrio sono 77 le guide turistiche presenti fra Valtellina e Valchiavenna, ma solo pochissime di loro – pare una ventina – sono attive. Molte operano solo nel week end, altre lo fanno nei ritagli di tempo, per passione. Ne servirebbero altre e, soprattutto, con una buona conoscenza delle lingue inglese e tedesco. È quanto emerge dal panorama provinciale del mondo del turismo accompagnato che si scontra con una dura realtà: gli esami per diventare guida turistica sono bloccati dal 2013.

«La Legge regionale 27 del 2015 regola la professione di guida e accompagnatore turistico – spiega Stefania Stoppani, responsabile dell’infopoint del Comune di Sondrio, oltre che guida e accompagnatore turistico da parecchi anni -. Il problema grosso è che da anni non vengono effettuati esami di accesso alla professione. In base alla legge 27 gli enti istituzionali, Provincia in primis, sono titolati ad organizzare esami per cui si fa appello affinché vengono riattivati esami abbinandoli, però, a corsi di formazione per preparazione di nuove guide».

«Quando ho fatto l’esame non c’era una letteratura da studiare, ci si formava personalmente, quasi in maniera autodidatta. Da neolaureata, ho lavorato negli uffici turistici e la prima cosa che ho fatto è stata approfondire la storia del luogo e dell’arte per aiutare i turisti. Mi capitava anche di accompagnarli in visita, ad esempio alla basilica della Madonna di Tirano. Oggi questo mestiere richiede una professionalità più complessa, con una solida cultura di base, un’ottima conoscenza del territorio e, soprattutto, delle lingue straniere, inglese e tedesco in primis».

«Oltre a queste caratteristiche, la guida deve avere doti di pazienza, deve sapere condurre il gruppo con tutto quello che ne consegue, essere in grado di gestire piccoli imprevisti come ritardi o una persona che si fa male. Per di più con l’evoluzione del turismo e gli effetti del riconoscimento del trenino a Patrimonio dell’Unesco, la professione di guida sarebbe uno sbocco lavorativo interessante per giovani laureati che potrebbero restare sul territorio a lavorare».

In un momento in cui, grazie ad internet, è possibile consultare sul proprio cellulare o ipad le informazioni sul luogo che si sta visitando, la guida 2.0 deve essere capace di fare la differenza. «È un “narratore del territorio” che fa vivere un’esperienza autentica – precisa Stoppani -. Possiamo dire che è una sorta di Beatrice dantesca che conduce il viaggiatore alla scoperta dei luoghi, consentendogli di scoprire elementi che internet non è in grado di fornire». Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Dei Cas, titolare dell’agenzia viaggi “In valtellina” di Tirano che si sofferma sulla carenza di guide: «Gli effetti dell’Unesco di Tirano hanno portato alle agenzie una maggiore richiesta di guide in lingua che accompagnino i gruppi – dichiara -. Il problema è che, in particolare nei periodi caldi, le guide non sono sufficienti e quando ci sono richieste di agenzie straniere per guide in inglese e tedesco non sempre si trovano persone disponibili. Delle 77 dell’elenco provinciale, quelle attive sono pochissime».


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