Un tavolo con le imprese: «Nelle cave serve sicurezza»
Caruso, Ricchini e Callina

Un tavolo con le imprese: «Nelle cave serve sicurezza»

I sindacati: «Non si può dare al caso o alla distrazione la colpa degli infortuni». Garanzie dal prefetto

Basta morti sul lavoro, stop agli incidenti nelle cave. Per raggiungere questi obiettivi ieri si è svolta una mobilitazione nazionale, promossa in occasione del SafeDay 2016, la Giornata Mondiale per la sicurezza sul lavoro, che ha visto impegnati i sindacati anche a livello territoriale. I rappresentanti di Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil si sono rivolti alla Prefettura per chiedere di compiere dei passi in avanti insieme alle imprese del settore. I numeri sono chiari: negli ultimi sei anni sono morti nelle cave italiane 29 lavoratori «in seguito a mancanza di sicurezza nei cantieri, superficialità con cui le azienda affrontano tali problematiche, per l’incuria e la trascuratezza con cui spesso vengono organizzati i lavori».

Uno di questi infortuni mortali si è verificato in provincia di Sondrio. Non si può più «dare la colpa al caso, alla distrazione o alla stanchezza quando si è colpiti da queste tragedie, non esistono alibi o scusanti per le aziende che ad oggi decidono di non investire sulla sicurezza dei propri dipendenti». «Vogliamo essere promotori di un tavolo per coinvolgere le imprese – ha spiegato Roberto Caruso della Fillea -. Realtà che prese singolarmente hanno buone prassi e in alcuni periodi pazienza per parlare di sicurezza. Ma questa disponibilità non può calare a seconda dei momenti o degli ordini. Quanto accaduto a Carrara, dove il fronte della montagna è crollato addosso a due operai, si può verificare anche in altre cave. Il prefetto ci ha garantito che cercherà di costituire un tavolo con il Consorzio dei cavatori della Valmalenco. Questo non vuol dire escludere i colleghi imprenditori della Valchiavenna, ma lì non c’è un consorzio».

Secondo i sindacati in tempi di crisi non si deve abbassare la guardia. «La cava è una situazione di rischio molto particolare – ha aggiunto Rossano Ricchini della Filca -. Vogliamo costruire la cultura della sicurezza, una condizione che fa stare tranquilli ed è dovuta. Il percorso è lungo, ma siamo convinti che con l’impegno assunto dal prefetto ci sarà un tavolo importante per discutere di queste tematiche». Nel 2016 su 37 vittime nelle costruzioni il 32% sono over 55. «Purtroppo in questo senso la legge Fornero, che allunga la vita lavorativa, non ci aiuta – ha rilevato Gianluca Callina della Feneal -. Inoltre non c’è un calo sostanziale degli infortuni nel Paese. Noi dobbiamo renderci conto ogni lavoratore dopo la giornata di fatica deve tornare a casa».


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