Un nuovo presidio, Slow Food ha scelto il Furmacc del féen
Da sinistra: Carlo Mazzoleni e Paolo Ciapparelli

Un nuovo presidio, Slow Food ha scelto il Furmacc del féen

In vetrina a Cheese. È un latteria invernale di Gerola ma il progetto è esteso ai casari di tutta la Valtellina. «Il prodotto si basa su un’alimentazione tradizionale».

Un nuovo presidio Slow Food per il formaggio valtellinese. A Cheese, la manifestazione di Slow Food dedicata al settore caseario, sarà presentato il “Furmacc del féen”. «È il latteria invernale - spiegano dalla sede di Gerola Alta, dove il presidio sarà guidato dal responsabile Carlo Mazzoleni -. L’iniziativa parte dai produttori che d’estate lavorano sugli alpeggi per preparare lo Storico ribelle, ma è estesa ai casari di tutta la Valtellina che vogliono lavorare basandosi su un’alimentazione tradizionale, senza insilati e senza l’utilizzo di fermenti industriali».

La vetrina di Cheese, evento che si terrà a Bra in provincia di Cuneo da venerdì 20 a lunedì 23 settembre, sarà un’occasione straordinaria per fare conoscere al pubblico di addetti ai lavori e appassionati provenienti da tutto il mondo questo progetto. Con 70 presìdi dedicati ai formaggi l’Italia è in prima posizione per numero di progetti, ma non solo: è anche il paese in cui Slow Food - spiegano dall’associazione - «ha avviato una rivoluzione che ha ridato dignità al latte crudo, affermando il valore della biodiversità casearia».

Un valore da difendere a ogni livello, dalla varietà microbica del latte a quella vegetale dei pascoli, da quella animale delle razze locali a quella delle culture casearie che da tre ingredienti - latte, caglio, sale - sanno trarre centinaia di formaggi diversi. Sono passati 20 anni dalla presentazione al pubblico di Cheese del primo formaggio da presidiare, la robiola di Roccaverano. Oggi i presìdi sono più di 500, sparsi in tutti i continenti. Nel 2019 l’Italia rilancia con una sfida ambiziosa, quella sui formaggi naturali, e presenta i suoi nuovi presìdi.

«Questo percorso è fortemente significativo perché vogliamo dare l’opportunità di aderire al presidio ai produttori di formaggio valtellinesi e valchiavennaschi che seguono la nostra filosofia, da Livigno alla Val di Lei», spiega Paolo Ciapparelli, responsabile dello Storico ribelle, il formaggio tutelato e supportato da Slow Food che secondo l’associazione guidata da Carlo Petrini rappresenta «uno straordinario esempio di resistenza casearia». Una specialità apprezzata dal pubblico, prodotta in meno di mille forme all’anno, e venduta a prezzi che ne riconoscono l’unicità. Quello del 2019, ad esempio, sarà presto esposto a 40 euro al chilo sul bancone della casera di Gerola Alta, dove le forme vengono custodite con gli antichi metodi di conservazione della Valgerola. «Il Furmacc del féen sarà un formaggio buono, pulito e giusto, come vuole la filosofia di Slow Food, e naturalmente selezionato, ma anche quotidiano - precisa Ciapparelli -. Il prezzo decisamente accessibile consentirà alle famiglie di acquistarlo con una certa frequenza».

Non a caso Ciapparelli e i suoi collaboratori saranno protagonisti di ben sei eventi a Cheese, manifestazione basata sulla qualità delle produzioni e delle storie che hanno alle spalle. «L’apprezzamento della nostra filosofia trova un’importantissima conferma: la Valtellina ha un presidio per il formaggio invernale da affiancare a quello prodotto in estate. Questo conferma la bontà del lavoro svolto in quasi vent’anni di attività. Siamo diventati un modello e a Cheese, la più importante manifestazione dedicata ai formaggi, saremo protagonisti in vari eventi».

Uno - domenica alle 13 - sarà dedicato alla presentazione del palazzo Folcher di Morbegno, che presto ospiterà lo Storico ribelle e tante altre specialità che ne condividono la filosofia. Un altro appuntamento imperdibile per gli appassionati sarà la degustazione guidata da Stefano Fanticelli (responsabile dell’Antico sigaro toscano), Teo Musso (della Birra Le baladin) e Paolo Ciapparelli.


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