Turismo, la tenuta della Valmalenco: «Abbiamo reagito»
Sciatori escono dalla Snow Eagle per dirigersi verso le piste (Foto by foto Gianatti)

Turismo, la tenuta della Valmalenco: «Abbiamo reagito»

Calano le presenze, ma aumentano gli arrivi. Nonostante il meteo, il settore ricettivo si è difeso. Il direttore Pinna: «In cantiere un nuovo progetto».

Il 75% delle camere è stato venduto, aumentano gli arrivi e diminuiscono le presenze. E se gli stranieri sono più numerosi per le vacanze lunghe, quelle brevi piacciono di più agli italiani.

Ma nel complesso, viste le premesse di quest’inverno con poca neve, appare più che mezzo pieno il bicchiere osservato dal Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco diretto da Roberto Pinna. È il momento delle prime considerazioni sulla base delle rilevazioni legate alle presenze delle strutture associate. Dai primi dati emersi, dal punto di vista turistico, l’ultima parte del 2015 e l’inizio del nuovo anno in Valmalenco dimostrano una certa reattività al mercato. E adesso non si esclude di rimanere in linea con i dati degli anni passati. Sulla base di alcuni dati inviati dalle strutture ricettive relativamente agli ospiti registrati nella prima parte della stagione, il flusso turistico mandamentale ha fatto registrare un calo delle presenze intorno al 2,7%.  Un decremento che in parte può essere legato alla situazione meteorologica del tutto sfavorevole di inizio stagione, ma che deve essere letto e affiancato dal dato comunque positivo sugli arrivi, attestatosi su un +1,7%.

Da una semplice analisi, dopo una partenza in sordina, le strutture ricettive hanno fatto registrare risultati leggermente positivi. È stato venduto in media nel periodo il 74,9% delle camere. Il risultato si lega al mercato estero, che ad oggi si attesta al 70 % del totale delle presenze della valle sui lunghi periodi. L’andamento durante il periodo analizzato è tuttavia differenziato fra le tipologie di strutture. Mentre gli hotel segnalano stabilità e in alcuni casi un leggero aumento dai mercati di provenienza, le strutture extra-alberghiere – in pratica le case in affitto per un periodo di vacanza - denunciano una tendenza al calo di presenze.


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