Troppo lavoro precario. Delegazione valtellinese insieme alla Cgil a Roma

Lo scenario La manifestazione sabato nella capitale. Nell’arco di tre anni solamente nella nostra provincia i contratti indeterminati sono diminuiti di mille unità

In piazza a Roma nel segno del lavoro che non c’è o che quando c’è, è precario. Ci sarà anche una delegazione di lavoratori e pensionati valtellinesi sabato nella capitale per partecipare a “Italia Europa, ascoltate il lavoro” la manifestazione nazionale promossa dalla Cgil.

La cassa non è la soluzione

La manifestazione, indetta prima delle elezioni, ha l’obiettivo di mettere al centro i temi del lavoro in questa fase difficile e con un futuro che tutti gli attori economici concordano nel definire molto critico. Mentre i costi energetici e l’inflazione sono concreti e le famiglie ci stanno facendo i conti da tutto l’anno, le conseguenze più drammatiche degli ulteriori aumenti e delle ripercussioni di fermate e chiusure delle produzioni saranno un problema dei prossimi mesi.

«Siamo consapevoli che questi nodi arriveranno al pettine, così come era stato annunciato in occasione dello sciopero di Cgil e Uil del 16 dicembre scorso - dice il segretario provinciale della Cgil Guglielmo Zamboni -. Gli scenari previsti si sono verificati tutti, ma non ci sono ancora state risposte strutturali e le soluzioni una tantum sono insufficienti. Il mondo del lavoro è sempre più in difficoltà perché, ai problemi che da tempo denunciamo e cerchiamo di contrastare, si aggiunge il notevole impoverimento per effetto dell’inflazione che impedisce a molte famiglie di arrivare a fine mese. Se ci dovessero essere chiusure, la sola cassa integrazione non può bastare come risposta, perché un lavoratore in cassa percepisce metà salario e se non quadra i conti con il salario pieno con metà è un problema sociale. Urgono risposte emergenziali e di prospettiva».

Occorre intervenire

La manifestazione di sabato ha proprio questo scopo: rivendicare l’aumento dei salari, difendere i redditi da lavoro e pensione dall’inflazione, agendo sia sulla leva contrattuale, sia su quella fiscale. «Non basta parlare di un tetto per il prezzo del gas e bollette, occorre farlo con urgenza - aggiunge Zamboni -. E poi vogliamo chiedere maggiore stabilità nel lavoro contrastando efficacemente il precariato».

Il contesto provinciale

Basti ricordare che in tre anni a Sondrio i contratti a tempo indeterminato sono scesi di 1.000 unità e che un quarto dei contratti termina prima di un mese, quasi la metà prima di tre. E poi ci sono le questioni della sicurezza, degli appalti, di un welfare che deve essere inclusivo e di pensioni dignitose a un’età ragionevole. «Riteniamo che l’accesso a 62 anni o con 41 di contribuzione non sia un privilegio, bensì una giusta risposta a chi, con la propria opera, manda avanti l’economia del Paese - ancora Zamboni - Vogliamo rivendicare che, a partire dal Pnrr, ci sia un intervento pubblico che indirizzi e orienti lo sviluppo e l’economia. Anche in provincia di Sondrio la digitalizzazione, la transizione energetica e l’ecosostenibilità sono temi che necessitano di essere implementati da subito. Scendiamo in piazza determinati a ottenere risposte concrete» conclude Zamboni.

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