Troppi cinghiali , anche i contadini  potranno abbatterli
Un contadino indica i danni causati dal passaggio dei cinghiali sui suoi terreni

Troppi cinghiali , anche i contadini

potranno abbatterli

Una delibera regionale autorizza gli agricoltori con licenza di caccia ad imbracciare il fucile.

Una delibera regionale estende la possibilità di abbattere i cinghiali in tutto l’arco dell’anno a tutti gli agricoltori muniti di licenza di caccia e dal comprensorio alpino di caccia del morbegnese viene un plauso al provvedimento.

Su proposta dell’assessore all’agricoltura Fabio Rolfi, la giunta ha adottato un provvedimento «per contrastare il proliferare di cinghiali, soprattutto a tutela della sicurezza e della salvaguardia delle colture agricole». Lo stesso assessore definisce l’atto «una decisione forte che vuole essere una risposta concreta alla situazione di esasperazione che molti agricoltori sono costretti a vivere».

Il presidente del comprensorio alpino di caccia di Morbegno, Enrico Marchesini accoglie con favore la decisione:«Si tratta di una possibilità che era già prevista dalla legge e che ora sarà attuata anche se attendiamo gli indirizzi che dovranno venire dalla Provincia a riguardo. Di certo è un passo ulteriore verso la lotta a questa specie. Ad oggi l’abbattimento, che non ha evidentemente portato i risultati sperati, era consentito soltanto agli operatori qualificati e ai cacciatori di ungulati ma entro il periodo di apertura della caccia. Ovviamente gli agricoltori con licenza dovranno comunque rispettare tutti i criteri di sicurezza imposti per la attività di qualsiasi cacciatore». Nel quinquennio 2013/2017 la Regione parla di danni alla colture per 1.669mila euro di indennizzi, corrispondenti a 2.807 eventi di danno denunciati con 384 sinistri stradali per 606mila euro complessivi di risarcimenti.

«Vogliamo contrastare l’incremento incontrollato di questa specie – ha sottolineato l’assessore Rolfi – e la Regione ha già chiesto una maggiore elasticità soprattutto nella possibilità di utilizzo della tecnica della braccata per permettere un’attività di contenimento più incisiva. Puntiamo anche a una classificazione del territorio in zone vocate e non vocate affinchè si possano concentrare gli interventi laddove necessario». La delibera, che attua quanto stabilito dalla legge regionale 19 del 2017, definisce i requisiti dei richiedenti e le prescrizioni in merito alla sicurezza, al coordinamento con la polizia provinciale e ai controlli sugli animali abbattuti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA