Trasporti, fuga di autisti oltre confine
Secondo gli artigiani attualmente mancano una cinquantina di autisti per il settore dei trasporti in Valle

Trasporti, fuga di autisti oltre confine

Secondo Confartigianato mancano una cinquantina di figure professionali alle imprese locali. Dal Cason: «Per patente C e carta di qualificazione più di 3.000 euro. La concorrenza della Svizzera si sente».

Mancano cinquanta autisti alle imprese valtellinesi del settore dei trasporti. Per affrontare questa carenza Confartigianato imprese Sondrio studia un progetto basato sul supporto a specifici percorsi di formazione, che andranno ad aggiungersi a quelli già curati dall’associazione. «Per la patente C e la carta di qualificazione del conducente professionale servono più di tremila euro – premette il presidente della sezione trasporti Mattia Dal Cason -. Senza dubbio è una spesa non indifferente, in particolare per chi è alla ricerca di una nuova occupazione». Sulla base di queste criticità, oggi mancano numerosi autisti (in Valle ce ne sono circa 400): secondo gli artigiani si tratta di una cinquantina di figure.

«In Valtellina l’effetto di questa situazione è pesante, sia nel trasporto persone, sia per le ditte che si occupano di merci – prosegue l’imprenditore valchiavennasco -. Ma si tratta di una problematica che, come evidenziato da alcune recenti statistiche, riguarda le aziende di tutto il Paese e determina anche l’aumento del costo dei servizi». Ecco quindi la volontà di sostenere le aziende che intendono formare queste figure. Dal Cason rileva che da alcuni mesi c’è un progetto specifico dell’Albo degli autotrasportatori. Prevede la frequenza in autoscuole o enti di formazione accreditati di corsi di qualificazione iniziale accelerata per il conseguimento della Carta di qualificazione del conducente, con e senza contestuale conseguimento della patente di categoria C. Successivamente, nell’ottica dell’alternanza scuola-lavoro i neoconducenti sono avviati a tirocini sovvenzionati da imprese del settore. L’obiettivo è accrescere la conoscenza diretta del mondo del lavoro e dare alle imprese un’occasione di conoscere lo stagista, le sue attitudini e la sua qualificazione professionale, nell’ottica di una quasi certa assunzione. «Questo tipo di percorso è sicuramente virtuoso», aggiunge Dal Cason. C’è un altro aspetto da non sottovalutare. La concorrenza delle imprese svizzere, per le società delle zone lombarde di confine, si fa sentire anche in questo campo.

«Sarà quindi necessario puntare su un meccanismo che leghi i conducenti formati grazie a quest’iniziativa e le aziende, in modo da evitare che dopo la formazione si dirigano verso altri contesti lavorativi», precisa Dal Cason.

La discussione, emersa sabato scorso in occasione di un’iniziativa provinciale di Confartigianato, sarà presto trasformata in un progetto concreto. Anche il sindacato ritiene interessante quest’iniziativa. «Si tratta di un progetto non soltanto virtuoso, ma addirittura indispensabile - commenta Giorgio Nana dalla Filt-Cgil -. Sappiamo che l’esigenza di poter contare su nuovi autisti riguarda anche importanti aziende del nostro territorio del trasporto di persone, che hanno evidenziato questa problematica nel corso di alcuni recenti incontri. Ci sono numerosi conducenti pronti per la pensione e, allo stato attuale delle cose, rimpiazzarli sarà molto difficile».


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