Terme di Bormio,   persi due milioni
Tutte le perdite legate alle chiusure nei vari settori delle Terme

Terme di Bormio,

persi due milioni

Assemblea Quasi il 48 %in meno del 2019, il 56 nell’area benessere, ma pronti a ripartire con la ristrutturazione

Una perdita di fatturato di circa 2 milioni di euro rispetto all’ anno 2019 - pari a quasi il 48% - ma anche uno sguardo comunque entusiasta e costruttivo verso il futuro.

Bormio Terme fa i conti con l’emergenza e le chiusure legate alla pandemia da covid -19 e pensa al 2021 – ed anche alle Olimpiadi del 2026 – con il sorriso ed un progetto di riqualificazione dell’intera struttura.

Un’analisi oculata e significativa quella presentata ieri pomeriggio ai soci (presente circa il 96% degli azionisti, per la maggior parte soggetti pubblici unitamente agli istituti bancari ndr.) nel corso dell’assemblea convocata dal consiglio di amministrazione guidato da Naide Falcione.

«Il cda – ha commentato la Falcione ieri sera al termine dell’assemblea degli azionisti - si è sentito in dovere di informare i soci sull’andamento e sull’impatto della pandemia sullo stabilimento di Bormio Terme. Abbiamo dimostrato che è possibile reagire anche se diversi sono i comparti che hanno sofferto durante questo periodo. In questi mesi i soci pubblici sono stati costantemente informati sull’andamento della società≥. Dando uno sguardo all’impatto della pandemia sull’operatività di Bormio Terme, da registrare un meno 56,27% di fatturato per quanto riguarda il reparto benessere che, nel corso del 2020, ha registrato una chiusura complessiva di 182 giorni»+.

Relativamente al settore salute e cure termali, il bilancio di Bormio Terme «registra un segno negativo del 37,74%, dato rilevato a seguito di 83 giorni di chiusura (da segnalare che, da giugno, questi servizi sono stati regolarmente aperti in quanto LEA - Livelli essenziali di assistenza - cioè le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini ndr,). Ammontano a ben 114 le giornate di chiusura dell’area estetica con un risvolto negativo sul fatturato del 32,92%. La ristorazione, chiusa al pubblico per 170 giorni, ha segnalato un meno 54,56% mentre il fatturato relativo al negozio - che ha un collegamento diretto con lo stabilimento termale - si è assestato su un - 41,70%».

«Nonostante tutto - ha commentato il presidente - la società sta reagendo. Le perdite sono contenute, all’incirca assestate su un meno 48%. Dando uno sguardo al trend nazionale, il settore termale quest’ anno ha registrato un segno meno tra il 70 e il 32%. In quest’ultimo caso si tratta di un dato riferito alle strutture termali con hotel annesso».

E la pandemia ha avuto un’eco importante anche dal punto di vista delle risorse umane con i 56 dipendenti della struttura che mediamente lavorano per 1500 ore annue ma che, nel 2020, hanno usufruito della cassa integrazione per 414 ore cioè quasi un terzo del complessivo annuo.

«Questa situazione, oltre che sui dipendenti e sulle loro famiglie, se finora non ha avuto risvolti dal punto di vista economico sulle casse di Bormio Terme, il presidente ha evidenziato come, dal 1° gennaio 2021 salvo novità dell’ultim’ora – ha sottolineato la Falcione – laddove dovesse prolungarsi la chiusura, la cassa integrazione opererà per altre sei settimane trascorse le quali la società dovrà contribuire con una quota sul fatturato». Una società che guarda comunque al futuro con speranza anche se, in questo 2020, non ha potuto celebrare praticamente in alcun modo i suoi cento anni dalla fondazione. E se, un secolo fa, si parlava di “rinascita” dopo il primo conflitto bellico, ora si parla di rinascita post covid . Una situazione analizzata nei minimi particolari dall’intero cda composto, oltre che da Falcione, anche da Silvia Cavazzi, Matteo Sambrizzi, Enrico Bellotti e Claudio Illini che da sempre sono supportati da Mauro Bassi.


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