Teleriscaldamento? Meglio il fresco

La società “Tcvvv” che gestisce il servizio a Tirano, Sondalo e Santa Caterina guarda al futuro. Col cambiamento del clima diminuisce la domanda di calore e si pensa a sviluppare la climatizzazione estiva.

Nuovi allacciamenti e – soprattutto – lo sviluppo della climatizzazione estiva. Questa la risposta che la Tcvvv (la società che gestisce il teleriscaldamento a Tirano, Sondalo e Santa Caterina) al cambiamento climatico con il conseguente innalzamento climatico che sta portando ad una riduzione dei consumi sulla rete.

«Nel primo decennio di vita della Tcvvv il rischio più evidente e temuto era quello del costo delle biomasse da bruciare, inizialmente derivate dalle segherie la cui produzione seguiva le fasi dell’industria delle costruzioni – afferma il presidente dell’azienda, Giuseppe Tommassetti -. La nostra risposta immediata è stata la promozione delle colture arboree a rotazione rapida in pianura, poi negli anni la nostra domanda di cippato ha promosso il rilancio della produzione delle imprese forestali del territorio, per cui la garanzia dei rifornimenti di biomassa non è più un problema».

E veniamo al climate change: «La caduta della domanda da parte dei consumatori si è venuta configurando come il rischio più concreto per le attività di teleriscaldamento, caduta che si evidenzia indiscutibilmente negli inverni poco rigidi, come quello della passata stagione».

Le ragioni fondamentali della caduta di domanda di calore dalla rete sono due: la diminuita rigidezza degli inverni, pur con forti oscillazioni da un anno all’altro, è un tema ormai condiviso e sempre più rilevante nelle politiche dei governi; la minore richiesta dei consumatori che si manifesta sia attraverso interventi tecnologici sugli edifici e sugli impianti, sia attraverso modifiche dei comportamenti.

Le minori richieste dei consumatori possono essere legate sia ad interventi di riqualificazione degli infissi o delle coperture o infine delle facciate, sia nei condomini ad interventi di contabilizzazione che portano a ridurre le temperature, dove non richieste, riducendo le aperture, sia soprattutto negli edifici monofamiliari ad installare stufe a pellet nel locale più a lungo occupato.

Utilizzando un indice di consumo specifico per l’intera rete di Tirano si ottiene, per il periodo dalla stagione 2015-2016 a quella 2018-2019, una riduzione della domanda di calore, a parità di clima e di volumetria riscaldata, del 6 per cento.

«La risposta della Tcvvv a questo calo della domanda è quella di acquisire nuovi clienti da servire con le centrali esistenti – afferma l’amministratore delegato, Walter Righini -, espandendo le reti dove è tecnicamente possibile ed economicamente ancora conveniente. Sul tema è stato predisposto un apposito piano per reperirne i finanziamenti necessari. A Tirano c’è anche la possibilità di sviluppare la climatizzazione estiva. Qualcuno se ne sta interessando, soprattutto per le ristrutturazioni in ambito turistico e ricettivo».

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