Tasse sui frontalieri. Cresce il peso fiscale e tensione sui ristorni
L’incontro sui frontalieri svoltosi ieri nella sede della Regione Lombardia a Milano

Tasse sui frontalieri. Cresce il peso fiscale e tensione sui ristorni

Governo, Regione ed esponenti provinciali ieri al Pirellone hanno discusso dell’accordo fiscale. Fra tre anni nuove aliquote, niente salassi sulla sanità.

Fino al 2019 tutto resterà come prima. Poi per le tasse dei frontalieri inizieranno i cambiamenti e non sarà per niente facile, visto che il peso fiscale è destinato ad aumentare. Una legge garantirà i ristorni ai Comuni di confine, anche se in provincia di Sondrio le perplessità non mancano, mentre per la sanità sembra escluso il rischio di nuovi salassi ai lavoratori. Stavolta le novità sono state comunicate direttamente dal Governo. Ieri nella sede della Regione si è discusso del nuovo accordo fiscale e delle conseguenze sugli oltre 60mila frontalieri lombardi.

Il patto sottoscritto a fine anno è stato al centro del dibattito della seduta della Commissione speciale rapporti Lombardia-Svizzera presieduta da Antonello Formenti (Lega Nord). A spiegare i contenuti del documento, atteso ancora in Parlamento, è stato il negoziatore per il Governo italiano Vieri Ceriani alla presenza dell’assessore Francesca Brianza (già presidente della Commissione) e dei consiglieri Francesco Dotti (Fdi), Mauro Piazza (Ncd), Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri (Pd), Daniela Maroni e Lino Fossati (Lista Maroni) Stefano Buffagni e Paola Macchi (M5S).

Dalla provincia di Sondrio sono scesi il presidente Luca Della Bitta, i sindaci Omar Iacomella (Piuro) e Davide Tarabini (Prata Camportaccio), Francesco Gini della Cm di Chiavenna, i sindacalisti Ivan Cameroni (Syna-Cisl), Mirko Dolzadelli (segretario Cisl Sondrio) e Giuseppe Barbusca (Cgil).

L’accordo, che sarà operativo nel 2019, in sostanza cambia il meccanismo di tassazione, prevedendo che la Svizzera imporrà il 70% dell’aliquota massima, mentre lo Stato di residenza applicherà le proprie imposte sui redditi delle persone fisiche, tolte le tasse già versate nella Confederazione.

Vieri Ceriani ha aggiunto che le nuove norme saranno sottoposte a eventuali revisioni ogni cinque anni e che si prevede un adeguamento al nuovo trattamento entro dieci anni.

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