Strade e ponti, una rete che va a pezzi
La galleria Monte Piazzo sulla strada statale 36

Strade e ponti, una rete che va a pezzi

Confindustria Lecco e Sondrio ha partecipato all’incontro di Torino sui Grandi Corridoi Europei. Ribaditi i timori per la statale 36 e per le lungaggini legate alla ricostruzione del ponte di Annone Brianza.

Criticità, tempi lunghi, trafori solo sulla carta. Sono tanti e atavici i problemi della rete stradale italiana. La Valtellina lo sa bene e ne paga le conseguenze ogni giorno, quando cerca di far transitare persone e merci su linee antiquate, vetuste, non più adatte al traffico attuale.

Per parlare di questo, oltre duecento imprenditori del Nord Italia hanno partecipato ieri all’incontro promosso, a Torino, da Confindustria Piemonte e dall’Unione industriale. Un appuntamento voluto per affermare l’importanza per le imprese dei Grandi Corridoi Europei. Confindustria Lecco e Sondrio si è recata in Piemonte con il presidente Lorenzo Riva e il direttore generale Giulio Sirtori. All’incontro si è parlato in particolare del ruolo strategico delle infrastrutture per lo sviluppo dell’Italia. Un tema, quello delle arterie stradali e delle loro carenze, recentemente riportato al centro del dibattito nazionale dalla tragedia di Genova, ma sul quale Confindustria insiste da anni. Le infrastrutture sono infatti una precondizione per lo sviluppo delle imprese e dell’intera Italia. Preoccupa molto, quindi, lo stato di palese inadeguatezza della rete nazionale rispetto alle esigenze di un Paese moderno ed anche, guardando al territorio, di un’area come quella delle province di Lecco e Sondrio, che alla forte presenza industriale unisce la vocazione al turismo.

Le due Consulte di Territorio operative in seno a Confindustria Lecco e Sondrio, guidate da Natale Castagna per Lecco e da Annalisa Rainoldi per Sondrio, stanno infatti tenendo alta l’attenzione sulla questione infrastrutture ed entro fine anno si terrà un nuovo incontro con i rappresentanti delle Istituzioni per sollecitare l’interesse e l’azione sul tema.

«I corridoi europei sono una tematica di importanza strategica per lo sviluppo industriale complessivo ed anche del nostro territorio. A livello locale, inoltre, il tema delle infrastrutture va visto nelle sue diverse declinazioni. Dal punto di vista della messa in sicurezza - evidenzia Riva - vanno affrontate sia le condizioni della statale 36, ma non solo, sia quelle di ponti e cavalcavia. Il monitoraggio più recente realizzato in Regione Lombardia ha tracciato a questo proposito un quadro critico, confermando le preoccupazioni emerse dal rapporto presentato tempo fa dalle nostre Consulte di Territorio sullo stato delle infrastrutture».

Ed è emblematico il caso del Ponte di Annone Brianza che, dopo due anni, è ancora in attesa di soluzione. «A questo aspetto - continua Riva - si collega quello delle limitazioni e lungaggini nella concessione dei permessi per i trasporti eccezionali. Se la sicurezza è senza dubbio il tema prioritario, crediamo che questa vada garantita prima di tutto adeguando le reti di trasporto: le limitazioni devono essere solo un fatto temporaneo e riservato ai casi di emergenza, non la normalità. Il rischio è infatti, anche in questo caso, quello di perdere competitività. Abbiamo invece accolto con favore la rinnovata attenzione per la realizzazione del traforo del Mortirolo, che speriamo si tramuti presto in concretezza offrendo una soluzione all’annoso problema della viabilità in Valtellina con uno sbocco alternativo verso le grandi arterie stradali», conclude Riva.

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