Statale, è tregua: il cantiere continua
La segreteria tecnica si riunirà lunedì 19 febbraio (Foto by foto archivio)

Statale, è tregua: il cantiere continua

II dipendenti della Ergon hanno deciso di aspettare qualche giorno in attesa di un confronto con Cossi e Anas. Ma i sindacati sono decisi: «I lavoratori non hanno intenzione di fare altri sconti, 15 famiglie aspettano il salario».

Il cantiere non si ferma, ma adesso si aspettano i pagamenti immediati degli stipendi dei lavoratori. È scongiurato, almeno momentaneamente, il nuovo arresto del cantiere della 38. Ieri durante il confronto con le parti sindacali, operai e tecnici della Ergon hanno stabilito di darsi ancora qualche giorno di tempo in attesa di un confronto con Cossi e Anas in vista del pagamento dei salari che sono in arretrato di due mesi e minacciano di slittare anche a marzo.

C’è dunque una tregua nelle tensioni fra la società che si occupa della realizzazione della 38, la sondriese Cossi Costruzioni e il suo subappaltatore, la Ergon Scarl, società che fa parte del gruppo “Società italiana per condotte d’acqua spa” cioè il colosso romano di Condotte al quale fa capo la stessa Cossi. Il confronto sindacale di ieri con i 30 fra operai e tecnici specializzati ha scongiurato le paventate interruzioni del cantiere per via degli arretrati sui salari da parte di Cossi, ma anche per la mancata fornitura delle materie prime utili alla lavorazioni. Situazione che mette a rischio la conclusione dei lavori della grande opera viabilistica che quasi sicuramente slitteranno, in ogni caso, dalla primavera alla prossima estate. Da oggi quindi le opere sulla nuova statale riprendono senza interruzioni, «ma i lavoratori non hanno intenzione di fare ulteriori sconti, ci sono 15 famiglie che aspettano il salario da dicembre - hanno detto Rossano Ricchini, Filca Cisl, Roberto Caruso, Fillea Cgil, Luca Callina, Feneal Uil, che sulle mancate retribuzioni alla Ergon ieri pomeriggio hanno convocato d’urgenza una conferenza stampa a Sondrio -. Con grande responsabilità i lavoratori hanno deciso di sospendere l’agitazione in atto in rispetto al cantiere in corso, senza aggiungere ritardi ai ritardi».


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