«Sondrio, sei mesi per la pensione»
La sede dell’Inps di Sondrio

«Sondrio, sei mesi per la pensione»

L’Inas, patronato della Cisl: «Carenza di personale all’Inps, ci sono pratiche che risalgono a luglio». Per gli assegni relativi ai frontalieri l’attesa è di almeno 120 giorni, ritardi anche per pagare la disoccupazione.

Ci vogliono fino a sei mesi per la pratica della pensione e le attese sono prolungate per tante altre come la disoccupazione. Altro che battaglie pre-elettorali su temi inediti o vecchiotti: la vera emergenza, secondo coloro che si occupano delle esigenze quotidiane dei lavoratori, sia frontalieri, sia assunti da aziende valtellinesi, è un’altra.

Arriva dall’Inas, il patronato della Cisl di Sondrio, un appello alla politica finalizzato ad affrontare quella che appare come una reale criticità. Dagli uffici di via Bonfadini si mette la questione al centro dell’attenzione senza voler entrare - la premessa dev’essere chiarissima - in polemiche partitiche, visto che l’obiettivo è la qualità del servizio. «L’Inps di Sondrio è in una situazione di carenza di personale e sta facendo fatica a rispondere a tutte le richieste dei lavoratori - conferma il direttore Luca Moraschinelli -. Per la pensione, volendo citare un caso ben comprensibile, abbiamo ancora aperte pratiche che risalgono a luglio».

Questa situazione si verifica per una ragione ben chiara. Nei mesi scorsi è stato necessario gestire vicende straordinarie e con tempistiche certe come l’Ape sociale e per quelle ordinarie non c’è stata la possibilità, secondo l’analisi dei sindacati, di avere a disposizione forze adeguate. «Se la normativa nazionale obbliga il personale a dedicarsi a questioni straordinarie in tempi certi, non restano energie per le situazioni ordinarie. Nei mesi scorsi è emersa con evidenza questa problematica».

L’effetto concreto è facilmente immaginabile: il lavoratore in attesa di novità si rivolge al patronato e dagli uffici sindacali partono chiamate per l’Inps, ma nella sede territoriale non c’è la possibilità di rispondere alla richiesta. «Per le pensioni in convenzione internazionale, relative al frontalierato, si devono aspettare almeno 120 giorni. Per quanto riguarda la disoccupazione ci sono discreti ritardi nei pagamenti, nonostante la volontà di migliorare la situazione, anche attraverso il dialogo proficuo con l’istituto». La specificità della Valtellina, considerato il numero di frontalieri stagionali e di lavoratori occupati in Italia con contratti a termine - basti pensare al turismo - è evidente. «Oggi abbiamo circa 70 dipendenti tra Inps ed ex-Inpdap dopo l’accorpamento. Ai parlamentari chiediamo di affrontare questa tematica con efficacia».

Le difficoltà non sono limitate, secondo i sindacati, all’istituto che si occupa di previdenza. «L’Inps, come tutte le amministrazioni pubbliche, negli ultimi anni risente dei tagli lineari all’occupazione e del fatto che le persone in uscita vengono rimpiazzate con il contagocce - spiega dalla Fp-Cgil il segretario Claudio Bottà -. Capita anche all’Inps quello che accade a tutti gli istituti ed enti». Le organizzazioni dei lavoratori sono consapevoli del fatto che con degli sforzi organizzativi e delle innovazioni, ad esempio contando sulla digitalizzazione, si possa fare meglio, «ma sotto certi limiti non si può andare».

Un altro chiaro esempio secondo i sindacati è quello del settore ispettivo, dove in più occasione è emersa una situazione segnata da un numero insufficiente di operatori. Ne va della correttezza dei rapporti fra aziende e dipendente, ma anche della legalità. «Al di là del servizio al cittadino, da questa situazione dipende la qualità della convivenza civile. Le ispezioni, ad esempio, tutelano sia i lavoratori, sia le aziende che rispettano le regole, perché combattono la concorrenza sleale». Chissà se questi temi entreranno nella campagna elettorale in provincia di Sondrio. Molti sono pronti a scommettere che si parlerà d’altro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA