Sondrio, l’industria ora vede grigio  Ma l’occupazione è stabile
I risultati tracciano un quadro in rallentamento rispetto ai livelli del mese di ottobre, in coerenza con le rilevazioni effettuate dal Centro Studi Confindustria a livello nazionale

Sondrio, l’industria ora vede grigio

Ma l’occupazione è stabile

Il risultato dell’indagine fatta dall’Osservatorio di Confindustria. Tra i problemi l’aumento delle materie prime e il ritardo nei pagamenti

Nei giorni scorsi l’allarme era scattato a livello nazionale, quando l’Istat ha comunicato di avere registrato – a novembre - una caduta della produzione del 2,6% su base annua e dell’1,6% rispetto ad ottobre. Ora ci sono anche indicazioni locali, grazie all’Osservatorio rapido sul mese di novembre realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como. E anche se non si tratta di semplici percentuali, ma soprattutto di sensazioni degli imprenditori, i risultati tracciano un quadro in rallentamento rispetto ai livelli del mese di ottobre, in coerenza con le rilevazioni effettuate dal Centro Studi Confindustria a livello nazionale.

Per tutti gli indicatori, ad eccezione di quello associato al fatturato, il giudizio prevalente continua ad essere la stabilità. Tuttavia, si registra anche un’elevata quota di indicazioni di diminuzione che sono più del doppio rispetto ai casi di aumento. Per quanto riguarda gli ordini, circa un’azienda su due del territorio di Lecco e Sondrio evidenzia stabilità rispetto al mese precedente. Ma le indicazioni di riduzione incidono in modo maggiore rispetto a quelle di crescita. Le esportazioni sono stazionarie per il 45.5% delle società, in rallentamento per 4 su 10 e in crescita per il restante 14,5%.

Nell’ambito della produzione, oltre la metà delle imprese lecchesi e valtellinesi parla di stabilità. Ma in quelle dove si osserva una variazione, la diminuzione è segnalata molto più frequentemente (37%) dell’aumento (11%). Il grado di utilizzo medio della capacità produttiva si attesta al 78,4%, in linea con la rilevazione precedente. Sul fronte del fatturato, come premesso, prevale il segno meno, che riguarda il 45% dei casi.

Poco meno di un terzo degli imprenditori segnala un andamento stabile, mentre il 22,5% può contare su una crescita. Le analisi di Confindustria rappresentano un osservatorio sul futuro, grazie alle previsioni degli associati che, di volta in volta, vengono intervistati dall’ufficio studi dell’associazione.

Non ci sono molte buone notizie. Per quanto riguarda le imprese di Lecco e Sondrio le aspettative per le prossime settimane sono improntate alla stabilità in due casi su tre (66,7%). Anche in questo caso, considerando le indicazioni di variazione, risultano prevalere i giudizi di diminuzione (23,3%) rispetto a quelli di aumento (10,0%). L’orizzonte di visibilità degli ordini risulta sufficiente a garantire l’attività di poche settimane (meno di un mese) per il 36,8% del campione, di qualche mese per il 36,8% mentre per un periodo di tempo superiore al trimestre per il restante 26,4%.Intanto il costo della materie prime cresce. Sul versante delle aziende di Lecco e di Sondrio è riscontrabile un aumento dei listini di acquisto per circa tre imprese su dieci (28,8%), a fronte di una quota del 64,4% di realtà che hanno indicato prezzi stabili e di un’ulteriore quota del 6,8% che ha segnalato invece un ribasso. E anche quando si consegnano beni e servizi, in vari casi c’è il problema del ritardo nei pagamenti.

La diffusione dei casi di insolvenza e di mancato rispetto delle tempistiche interessa quasi quattro realtà su dieci. In novembre, rispetto ad ottobre, è stato registrato un peggioramento per il 9,3% del campione, la stabilità per l’86% e un miglioramento per il restante 4,7%. C’è stabilità, intanto, sul fronte del credito. Le condizioni praticate dagli Istituti in novembre sono giudicate stabili per circa nove imprese su dieci (89,7%), in peggioramento per il 6,9% e in miglioramento per il 3,4%.

I tassi e gli spread applicati risultano in aumento nel 12,5% dei casi mentre le spese e le commissioni sono indicate in crescita dal 14,3% delle imprese. Nonostante i vari segnali negativi non emergono problemi rilevanti per l’occupazione. Per tre imprese su quattro (75%) è rilevabile la stabilità, per il 13,3% la crescita mentre per il restante 11,7% la diminuzione. Le aspettative per i prossimi mesi si rivelano in linea con lo scenario rilevato per novembre.


© RIPRODUZIONE RISERVATA