Si può tornare a fare   pulizia nei boschi
Si può tornare al lavoro nei boschi anche con l’emergenza per evitare incendi e danni da maltempo

Si può tornare a fare

pulizia nei boschi

Era proibito da un mese Ora è possibile fare manutenzione perchè il terreno è molto secco e c’è il rischio di incendi

Un passo fuori dalle restrizioni imposte dal coronavirus, per fare legna, pulire il bosco. Era proibito, da ora tornerà ad essere possibile recarsi nelle aree private e demaniali a svolgere attività di selvicoltura e manutenzione. Nei decreti ministeriali antipandemia i lavori forestali non erano stati equiparati a quelli agricoli e di filiera e come interventi “non essenziali”, in questo ultimo mese erano stati vietati.

«La situazione è stata sbloccata – ha annunciato ieri Coldiretti Lombardia –. Con l’arrivo delle alte temperature che potrebbero innescare incendi è stata accolta la nostra richiesta di inserire anche la selvicoltura e la manutenzione delle aree forestali tra i “lavori essenziali”. Quelli che si possono continuare a fare anche durante l’emergenza coronavirus. Ora, come annunciato dal premier Giuseppe Conte – ha precisato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – c’è il via libera. Si tratta – ha anche precisato – di una decisione determinante per l’ambiente e la sicurezza della popolazione. Consideriamo che l’Italia ha più di 1/3 della superficie nazionale coperta da boschi». Questo patrimonio, viene anche spiegato, va salvaguardato. Si temono le conseguenze della siccità che, seppur mitigata in montagna dalle abbondanti nevicate autunnali, sta sicuramente caratterizzando la primavera. I boschi sono secchi e da pulire, si temono incendi.

«La corretta manutenzione delle foreste – ha sottolineato Coldiretti – aiuta a tenere meno aggredibile il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme. Inoltre, con l’avanzare della stagione e l’arrivo del caldo, lo sblocco delle attività potrà portare i consorzi forestali nelle aree colpite dalla tempesta Vaia, per rimuovere il legname ancora a terra. L’inserimento delle attività di selvicoltura tra quelle non sospese è importante quindi per consentire alle imprese del settore di tornare al lavoro e mantenere le funzioni importanti per tutta la collettività, come le mansioni utili per la prevenzione dalle frane e dalle alluvioni». Possono tornare al lavoro solo le imprese di settore, però.


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