Rimborsi imposte alla fonte, tanti frontalieri interessati
Organizzate dal sindacato due giornate straordinarie a Grosio, in collaborazione con il Comune

Rimborsi imposte alla fonte, tanti frontalieri interessati

Canton Grigioni. Chi ha il permesso G ha diritto ad aliquote più favorevoli. Sono cinquemila i valtellinesi che si spostano oltre frontiera per lavoro.

Si prevedeva un boom di richieste ed è andata proprio così. Fino alla fine di marzo anche i lavoratori frontalieri residenti in provincia di Sondrio e occupati nel Canton Grigioni potranno presentare la domanda di correzione della tariffa per le imposte alla fonte 2019. Attraverso l’invio di un modulo e di alcuni allegati con informazioni piuttosto semplici si può chiedere il rimborso di una parte di quanto trattenuto.

Nei casi più favorevoli ai dipendenti si arriva ad alcune migliaia di euro. Molti dei circa cinquemila - si tratta di una stima - lavoratori residenti in provincia di Sondrio e occupati in Svizzera con il permesso G, insomma, stanno valutando quest’opportunità. Nelle sedi dei patronati in Valtellina e Valchiavenna e negli uffici dei Grigioni – dove i sindacati svizzeri che assistono anche i frontalieri sono presenti a Sankt Moritz (Unia) e Samaden (Syna-Cisl) – sono pervenute nelle scorse settimane numerose richieste di informazioni e documentazione.

«Sono state ben centottanta nelle prime due settimane di attività dedicata a questo servizio - sottolinea Ivan Cameroni, operatore di Syna e del patronato Inas-Cisl -. La crescita rispetto il passato è enorme. Ad esempio per andare incontro alle richieste abbiamo organizzato due giornate straordinarie a Grosio, in collaborazione con l’amministrazione comunale, per consentire ai frontalieri di presentare questa domanda». La prossima si svolgerà venerdì 14 febbraio dalle 9 alle 15. Per gli iscritti il servizio è gratuito, ai non associati viene richiesto un contributo di venti franchi. «Questo meccanismo ha origine da una sentenza del Tribunale federale che, da una decina d’anni, prevede l’applicazione delle detrazioni se il frontaliere consegue almeno il 90% dei propri redditi in Svizzera - aggiunge Cameroni -. Anno dopo anno si è assistito all’adeguamento dei singoli Cantoni a questa novità, prevista per evitare discriminazioni nei confronti dei lavoratori stranieri».

Non è chiara la permanenza di questo meccanismo anche nei prossimi anni. Ma per il momento lo stesso trend è stato osservato nelle camere del lavoro della Cgil, dove il servizio è gratuito, senza dimenticare i servizi offerti da professionisti attivi nell’assistenza ai frontalieri.

I frontalieri interessati devono presentare la documentazione insieme al documento che si scarica dal sito del Cantone. È costituita dai conteggi dettagliati dei salari e dalle certificazioni di altre spese: interessi passivi per prestiti al consumo e personali, alimenti versati al coniuge con i figli, previdenza, spese dovute a malattia, infortuni, disabilità e l’assistenza ai figli a opera di terzi e maggiori costi professionali.


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