Rifugi, presenze sempre più in crescita

Turismo Primo bilancio della stagione, che dopo una partenza difficile legata al meteo è decollata alla grande. Simonini (Cai) «Nessun “assalto”, ma un grande afflusso. E sul fronte rincari, prezzi stabili nelle nostre strutture»

Di parecchio sono mutate, negli ultimi anni, le tendenze relative alle vacanze estive: specialmente nella prima stagione calda dopo la pandemia, l’impossibilità di viaggiare all’estero ha spinto molti italiani a rivalutare il territorio di appartenenza e a scoprire, di conseguenza, molti vantaggi appena a poche ore di auto dal comune di residenza.

Vacanze di prossimità

Il boom del turismo di prossimità ha coinvolto anche i rifugi. Un tempo frequentati quasi solo da alpinisti esperti e appassionati del settore, anche in Valtellina – negli ultimi anni – queste strutture hanno accolto una clientela sempre più eterogenea, divenendo spesso meta prediletta per chi desidera evadere dal caldo cittadino e respirare un po’ di aria fresca in quota.

«Parlare di rifugi presi d’assalto ritengo sia forse troppo. Di sicuro, comunque, c’è stato un grande afflusso, in crescita costante negli ultimi anni in seguito alle riaperture post Covid». Così ci conferma Ivan Simonini, vero e proprio esperto in materia, vicepresidente della Sezione Valtellinese del Cai e componente della commissione regionale “Otto-Roa Rifugi e opere alpine” del Club alpino lombardo.

Pur essendo, al momento, ancora troppo presto per tracciare un bilancio complessivo dell’estate, giacché la stagione dei rifugi è ancora in corso, fin da ora è possibile «offrire un quadro generale», che tiene conto di diverse variabili.

A partire dalla crisi climatica in corso, vera e propria piaga per l’ambiente che ci circonda. «In primavera – spiega Simonini – diversi rifugi hanno dovuto fare i conti con la scarsità o addirittura la mancanza di acqua dopo un inverno a dir poco secco». Nella migliore delle situazioni, «ci sono state quindi aperture parziali o per un periodo di tempo più limitato rispetto al solito, mentre in alcuni casi, com’è capitato ai nostri due rifugi (ossia la “Marco e Rosa”, a 3609 metri, sotto al Pizzo Bernina, e la “Marinelli - Bombardieri”, a 2813, a nord della Vedretta di Caspoggio, nda) l’apertura primaverile è stata addirittura annullata». Per i rifugisti valtellinesi non sono mancate ripercussioni del clima sempre più particolare nemmeno nel prosieguo dell’anno.

«La prima parte della stagione estiva – spiega, in proposito, il vicepresidente del Cai valtellinese – è stata caratterizzata dal meteo molto instabile che ha quindi influito anche sulle presenze. Nel periodo centrale, poi, la fruizione delle strutture è decisamente andata aumentando».

Il caro prezzi

Da tenere in considerazione anche l’effetto del caro prezzi che, al momento, sembra aver influito di più sulla gestione del rifugio che non sui fruitori diretti. «Per ora, non si riscontra nessun calo delle presenze legato a tale tema. Che, comunque, rimane una questione particolarmente delicata: l’aumento dei prezzi ha inciso sulle spese di gestione, soprattutto per le strutture che devono trasportare i rifornimenti a quote elevate esclusivamente con l’utilizzo dell’elicottero».

Simonini, comunque, si dice «soddisfatto» in proposito: nonostante i pesanti rincari generalizzati, infatti, scelte oculate hanno consentito di «mantenere, nelle nostre due strutture gestite, le stesse tariffe degli scorsi anni per quanto riguarda i costi di pernottamento e mezza pensione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA