Richiesta respinta  Novate: il progetto cava  per ora prosegue
Continuano le proteste in paese contro il progetto di una nuova cava

Richiesta respinta

Novate: il progetto cava

per ora prosegue

Incontro in Prefettura sul caso della nuova escavazione: si va avanti

Niente sospensione dell’iter per il progetto di cava di Foppa-Ganda Grossa di Novate Mezzola. Incassa per il momento una sconfitta il Comune di Novate, che nelle scorse settimane aveva chiesto una sospensione dell’iter di valutazione di incidenza ambientale del progetto in attesa dei risultati delle perizie commissionate in questi giorni per valutare lo stato di salute del versante dopo la frana del 22 gennaio scorso.

Di fronte al prefetto Salvatore Rosario Pasquariello si sono incontrati ieri i rappresentanti delle direzioni “Ambiente e Clima” e “Territorio di Regione Lombardia”, la consigliera regionale Simona Pedrazzi, la Provincia di Sondrio, il presidente della Comunità montana Valchiavenna Davide Trussoni, l’oasi del Pian di Spagna e, cosa più importante, il sindaco di Novate Fausto Nonini e i rappresentanti di Novate Mineraria Srl. Cioè la società concessionaria che ha richiesto l’autorizzazione per la contestatissima cava.

Il sindaco Nonini ha ripetuto le richieste presentate in queste settimane: un vigoroso invito allo stralcio di quella zona dal Piano cave della provincia, accompagnato da obiezioni legate alla presunta pericolosità per la pubblica incolumità. Soprattutto Nonini ha chiesto la sospensione della procedura relativa alla richiesta di autorizzazione che è in capo appunto alla Provincia, in attesa dell’esito dello studio “cinematico” di un possibile crollo commissionato nei giorni scorsi dalla Comunità montana anche per capire che tipo di opere di protezione dell’abitato sarebbero necessarie. Richiesta respinta da Palazzo Muzio.

«La Provincia - scrive in una nota la Prefettura - ha spiegato che il procedimento, dopo la richiesta di precisazioni e la risposta di Novate Mineraria, proseguirà il suo iter amministrativo, non essendoci ad oggi elementi tali da giustificare sospensioni e precisando che, ove intervenissero situazioni nuove, anche ad autorizzazione avvenuta, si procederebbe a revocare la stessa».

Se lo studio dovesse presentare prospettive negative, insomma, ci potrebbe essere una marcia indietro. Novate Mineraria ha ribadito come la frana di gennaio si sia verificata in un versante relativamente distante dall’area oggetto di autorizzazione e che non vi sarebbero allo stato situazioni di pericolo per la popolazione derivanti dall’attività estrattiva, assicurando di operare con tutte le cautele necessarie affinché non vi siano pericoli per la pubblica incolumità e dando la disponibilità a collaborare con il Comune per mitigare il più possibile eventuali situazioni di rischio.


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