Politec, giù il sipario: «I conti sono a posto, pronti a ripartire»
Si chiude l’esperienza legata al polo dell’innovazione durata un decennio (Foto by archivio)

Politec, giù il sipario: «I conti sono a posto, pronti a ripartire»

Il polo dell’innovazione destinato alla chiusura. Gritti, presidente del cda: «Il vuoto si riempirà a breve, puntiamo su un nuovo soggetto, un’esperienza diversa».

Politec in liquidazione, ma si punta su un altro soggetto per continuare a mettere l’innovazione tecnologica al centro dell’attenzione in provincia di Sondrio. Si terrà il 30 maggio l’assemblea del polo dell’innovazione, nato per creare una rete di relazioni virtuose in grado di condividere risorse, conoscenze e competenze, per sviluppare e diffondere tecnologia in favore della crescita della Valtellina. All’ordine del giorno ci sono la messa in liquidazione della società e la nomina dei liquidatori. «Tutte le attività si sono spente – sottolinea Gionni Gritti, presidente del consiglio d’amministrazione -. I tentativi che abbiamo portato avanti negli ultimi due anni non hanno determinato risultati positivi. La nostra intenzione è quella di chiudere definitivamente il Politec».

Al momento nella sede di Montagna in Valtellina è attivo soltanto un affittuario, ma a breve anche questa presenza terminerà. «C’era da aspettarsi questo risultato, visto l’andamento degli ultimi due anni, perché né dalla parte pubblica, né dalle imprese c’è stata una risposta incoraggiante». La struttura, nata per condividere uno spazio dedicato alle start-up, ma anche esperienze di ricerca e sviluppo, convegni e vari altri percorsi virtuosi, tornerà al proprietario, il Creval, istituto che ha vissuto profondi cambiamenti.

In questo decennio al Politec si è parlato e lavorato nell’ambito di argomenti come droni, stampanti 3d, ricerche sui materiali, cluster dell’energia ed efficienza energetica, ma non è bastato. «Negli anni si è dimostrato di poter fare qualcosa, ma è mancata una risposta molto importante – aggiunge Gritti -. Credo che dipenda anche dalla dimensione del territorio».

Non ci sono, assicura Gritti, problemi finanziari: «Assolutamente no: i conti sono a posto e non ci sono debiti. L’ultimo dipendente chiuderà il rapporto di lavoro alla fine del mese».

Una decina d’anni fa la nascita di Politec, che tra i dirigenti ha avuto persino un personaggio di rilievo nazionale come Stefano Besseghini, attuale presidente dell’Autorità dell’energia, i soci pubblici e privati erano convinti della bontà di questo percorso. «Sono cambiati i tempi, purtroppo anche i soci di rilievo, che ringraziamo per il supporto passato, hanno scelto di non aiutarci in futuro», ammette Gritti.

Se le risorse sono diminuite, la necessità di innovazione è ancora più forte, soprattutto per le piccole imprese che spesso non hanno capacità di promuovere percorsi di ricerca e sviluppo in casa. Piccolo, nell’epoca dell’Industria 4.0, difficilmente è bello. «La difficoltà a mettersi insieme e fare rete ha avuto un notevole peso». Ma ci sono state anche altre carenze. «Quando ci siamo mossi nell’ambito dell’efficientamento energetico con il protocollo Valtellina EcoEnergy non c’è stata una risposta dalle istituzioni per inserire negli appalti pubblici l’utilizzo di questa certificazione – rileva il presidente -. Questo è grave, anche perché non costava nulla, ma avrebbe stimolato il mercato su questo aspetto».

Ma la fine di Politec non vuol dire l’esaurimento dell’attenzione all’innovazione, soprattutto per le piccole e medie imprese. «Il vuoto si riempirà a breve – assicura Gritti -. Puntiamo su un nuovo soggetto che si metterà a disposizione per cercare di stimolare il territorio nell’ambito dell’innovazione. C’è la volontà di ripartire con un’esperienza diversa».


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