«Più acqua nel torrente Spoel»
Spoel senz’acqua, ora si corre ai ripari

«Più acqua nel torrente Spoel»

Livigno: sperimentazione di A2A: per 45 giorni rilasciati 250 litri al secondo, costanti, fino alla fine di agosto. Il sindaco Borromini: «Accolte le nostre richieste, ma è solamente il primo passo per evitare le fasi di secca».

Più acqua nel torrente Spoel di Livigno dalla metà del mese di luglio grazie ad A2A, che ha messo in atto la sperimentazione volontaria di quarantacinque giorni di rilascio di 250 litri al secondo, costanti, fino al fine agosto. «La sperimentazione è volta a caratterizzare il comportamento del torrente Spoel in funzione delle varie situazioni ambientali e permettere così di venire incontro all’ esigenza, più volte espressa dal Comune di Livigno, di valorizzare la promozione turistica del proprio territorio nel periodo estivo; esigenza condivisa da tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti dalla derivazione dello Spoel, che è soggetta ai vincoli derivanti da un accordo internazionale tra l’Italia e la confederazione elvetica» spiega A2A.

Esprime piena soddisfazione il sindaco di Livigno, Damiano Bormolini: « Sono state accolte le nostre richieste, questa sperimentazione col l’aumento di rilascio di acqua è solamente il primo passo per arrivare al nostro traguardo, che è quello di avere acqua nello Spoel per tutto l’anno, mentre ora, invece, da giugno a ottobre abbiamo una fase di secca alla Forcola, all’alpe Vago e al Ponte Lungo. Il torrente senza acqua non è bello dal punto di vista paesaggistico e si rischia anche la moria di pesci. Contiamo di arrivare ad accordo definitivo che soddisfi tutti: A2A avrà l’acqua necessaria per la propria attività e noi acqua nel torrente».

L’accordo di sperimentazione giunge dopo gli esiti dei pluriennali studi tecnico scientifici commissionati da A2A allo studio geologico Azzola e all’università Bicocca per conoscere la configurazione idrogeologica della falda dell’alveo del torrente Spoel. Il territorio di Livigno, sin dal 1957, è oggetto di una convenzione internazionale che regola l’utilizzo delle acque del torrente Spoel, naturalmente affluente dell’Inn, fiume che poi confluisce nel Danubio ed infine nel Mar Nero.

Grazie a questi accordi, 90 milioni di metri cubi d’acqua sono annualmente deviati attraverso i canali e le gallerie di A2A nel bacino del fiume Adda, con beneficio non solo della concessionaria A2A, ma anche e soprattutto di tutti gli utilizzatori di valle: consorzi di regolazione dei laghi, utenti irrigui, utenti industriali, fino al mare Adriatico.

L’uso equilibrato di questa risorsa è oggetto di una rigorosa e complessa regolamentazione pattizia, che pone alle parti interessate mutui vincoli e limiti, tanto che la derivazione, in quanto internazionale, non risulta soggetta a norme più recenti come il Pta della Regione Lombardia, che non ne prevede infatti la assoggettabilità al Dmv (Deflusso minimo vitale). L’attività sperimentale, che consentirà una precisa modellizzazione dell’effetto dei rilasci volontari dalle prese di monte, grazie alla sofisticata rete di piezometri installata a cura di A2A, ha visto un lungo iter di discussione tra le parti interessate: Comune di Livigno, Regione, Provincia, Arpa, Ups, oltre all’ indispensabile coinvolgimento del ministero dell’Ambiente e dell’ufficio federale dell’energia della confederazione elvetica e del concessionario elvetico Ekw. Il tavolo tecnico consultivo, che dal 2013 segue questa tematica con la collaborazione di tutte le parti interessate, la scorsa settimana si è riunito a Livigno per valutare gli esiti delle prime settimane di rilascio.


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