Pini salva Ferrarini e cresce ancora
Il Gruppo Pini, prima realtà europea nel mondo della macellazione suina, investe nel capitale di Ferrarini

Pini salva Ferrarini e cresce ancora

Acquisita la quota di maggioranza - Un progetto di filiera unico e nuovi sbocchi per la bresaola. L’azienda valtellinese: «Consentirà alla nostra famiglia di poter integrare tutte le fasi del processo produttivo».

Un accordo fra Ferrarini e Pini per dare il via a un progetto di filiera che permetterà di puntare ai mercati globali. Il Gruppo Pini, prima realtà europea nel mondo della macellazione suina, con un fatturato superiore al miliardo e 600 milioni di euro, investe nel capitale di Ferrarini Spa, storica realtà emiliana del settore alimentare da tempo in crisi e costretta al concordato preventivo. I dettagli dell’operazione non sono ancora stati rivelati, ma è chiaro sin d’ora che l’intesa, oltre a garantire continuità occupazionale senza delocalizzazione produttiva, fa nascere un piano unico nel settore.

Un percorso che consentirà alla Ferrarini di potere crescere grazie a un investitore strategico con la capacità di supportare la produzione degli oltre 900mila prosciutti stagionati nello stabilimento di Lesignano dè Bagni in provincia di Parma e degli oltre 1,5 milioni di prosciutti cotti prodotti all’anno. Allo stesso momento il Gruppo Pini avrà la possibilità, attraverso la struttura commerciale internazionale di Ferrarini, di allargare la distribuzione della bresaola nei principali mercati mondiali. Un obiettivo, quest’ultimo, che appare perfettamente in linea con lo sviluppo del tipico prodotto valtellinese, che oltre a crescere in termini di produzione e fatturato - come rilevato di recente dal Consorzio - è sempre più internazionale.

L’operazione di acquisizione delle quote di maggioranza avverrà attraverso l’apporto di nuove risorse finanziarie nell’ambito di un concordato con continuità aziendale diretta. Verrà presentato all’autorità giudiziaria competente nei prossimi giorni con il supporto professionale del professor Sido Bonfatti, dello Studio Bagni Fiorcari Huller di Modena e dello Studio Chiomenti di Milano.

«Sono molto soddisfatta - dichiara la presidente di Ferrarini spa, Lisa Ferrarini- dell’accordo raggiunto. Si creano per le nostre aziende delle fantastiche opportunità a livello internazionale, con la possibilità di sviluppare prodotti di altissima qualità testimoni del Made in Italy». L’azienda non verrà pertanto trasferita e rimangono confermati i rapporti con i dipendenti attualmente in essere.

Il Gruppo Pini è proiettato verso nuovi mercati, quindi, ma le radici in Valtellina, dove Piero Pini nel 1982 fondò Bresaole Pini srl, sono tuttora salde. L’attività dell’azienda - specializzata nella produzione e nella commercializzazione di bresaole sia di carne bovina, che di carne equina – prosegue anche nello stabilimento di Grosotto, ora dotato di impianti moderni e all’avanguardia per la produzione e l’affettamento di bresaole Dop. Una realtà che occupa attualmente oltre 120 dipendenti, realizzando un fatturato, in costante crescita nel corso degli anni, pari a 80 milioni di euro.

«Siamo molto soddisfatti di questa operazione - dichiara l’amministratore unico di Pini Italia srl Roberto Pini -, che consentirà alla nostra famiglia di poter integrare tutte le fasi del processo produttivo. Grazie ai rapporti commerciali con l’estero confidiamo di poter dare un nuovo importante impulso allo sviluppo del marchio Ferrarini sia sotto un punto di vista industriale, sia commerciale. L’investimento per il nostro gruppo è assolutamente strategico e di lungo periodo». Per quanto riguarda invece Vismara, storica realtà brianzola che fa parte del Gruppo Ferrarini dal 2000, tutto lascia pensare che nei prossimi giorni verrà acquisita da Amadori.


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