Panifici e pasticcerie
è finito l’effetto covid
«Si torna alla normalità»

Il bilancio«Non ancora raggiunti i livelli di prima ma ci siamo quasi. E si vende tanto nel week end» Dati positivi per negozi e per i piccoli supermercati

Panifici e pasticcerie è finito l’effetto covid «Si torna alla normalità»
Lo staf de Il Locale prepara panini gourmet made in Valtellina

Le vendite erano calate, ma non troppo, nei panifici, mentre per le pasticcerie l’impatto del lockdown era stato pesantissimo. E adesso si torna, lentamente, alla normalità. Ecco il quadro descritto da Luigi Cao, presidente dell’Associazione dei panificatori e pasticceri della provincia di Sondrio.

«La vendita del pane era scesa di 2-3 punti percentuali nel periodo dell’emergenza – premette Cao -. Ma c’è stata una notevole, potremmo dire addirittura esagerata crescita per la farina usata nella panificazione e nella preparazione dei dolci».

Anche la pasticceria si è fermata in marzo e aprile. «Molti valtellinesi hanno iniziato a preparare la torta in casa - ricorda Cao -. Poi con la riapertura, nel complesso del nostro settore, siamo ritornati - più o meno – alla normalità. Non abbiamo ancora raggiunto la parità dei consumi, siamo ancora leggermente sotto la media di questo periodo. Ma non di molto». È evidente la differenza che si osserva nel corso della settimana.

«Dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina i panifici e le pasticcerie sono presi d’assalto. Sia perché ci sono tanti turisti, sia perché i consumi aumentano in generale. Poi dal martedì al giovedì c’è un calo».

Nel periodo dell’emergenza, sia per il divieto di spostarsi, sia per questioni pratiche, è aumentato il lavoro nei piccoli negozi. Questo trend prosegue. «Abbiamo riscontrato che nelle botteghe e nei supermercati meno ampi c’è stato un aumento, personalmente ho osservato una crescita del 20-25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Probabilmente la clientela si è fidelizzata e ha deciso di puntare sui negozi di vicinato anziché sulla grande distribuzione organizzata. Nei maggiori centri urbani, invece, la situazione è differente. A Sondrio registriamo una certa sofferenza. C’è una crescita, intanto, per le spedizioni di bisciola e biscotti». Il quadro, insomma, appare positivo. In questo periodo uno dei 94 panificatori attivi in provincia di Sondrio, Ernesto Dosi di Chiavenna, è impegnato nella produzione di pane nell’ambito del “Progetto segale 100% Valtellina” ideato e promosso dall’Unione del Commercio del Turismo e dei Servizi della provincia di Sondrio proprio con l’Associazione Panificatori e Pasticceri attiva al suo interno. Questo pane viene utilizzato nell’iniziativa “Estate con gusto alle cascate” all’Acquafraggia di Piuro.

Le specialità locali

Chef locali e delle condotte Slow Food di altre province lombarde lo utilizzano per la preparazione di panini con prodotti dei presìdi Slow Food. «Questo prodotto è ideale per la preparazione di panini gourmet e la valorizzazione delle specialità locali», assicura lo chef chiavennasco Mattia Giacomelli de Il Locale

Oggi il menù proposto è basato sul pane di segale 100% Valtellina, sulle salsicce di maiale nero delle Alpi allevati dall’azienda Vera Capelli di Samolaco – la cui carne viene trasformata da Ma! Officina gastronomica di Madesimo -, dal Furmàcc del féen presidio Slow Food e dalla brisaola di Chiavenna.

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