Olimpiadi: la palla passa al Coni  C’è l’ok, ma resta il nodo delle città
La Coppa del mondo del dicembre 2017 a Bormio

Olimpiadi: la palla passa al Coni

C’è l’ok, ma resta il nodo delle città

Una candidatura attenta ai costi, alla sostenibilità sociale e ambientale, in grado di lasciare al Paese un’eredità importante: queste le richieste avanzate dal governo al Coni, chiamato a scegliere la città da candidare per i Giochi Olimpici invernali del 2026.

Un comunicato scarno, arrivato solo venerdì in serata per riassumere quanto discusso all’ora di pranzo a Palazzo Chigi: l’Esecutivo ha espresso la volontà di garantire il sostegno alla candidatura italiana, ma ha voluto precisare alcune condizioni da rispettare, soprattutto economiche. «I soldi sono pochi e sono della comunità: se vengono investiti sugli eventi sportivi importanti devono essere documentati, altrimenti vanno allo sport di base», ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, riassumendo il pensiero del Governo. Dovrà essere «un’Olimpiade di buon senso - ha aggiunto - basata su impianti esistenti, compatibile con l’ambiente e in grado di lasciare un’eredità al territorio perché bisogna evitare spese inutili».

In pratica, tutto quello che sostiene da sempre il Coni di Giovanni Malagò, in linea con i nuovi dettami del Comitato olimpico internazionale. La stessa idea di sostenibilità, in fondo, era alla base del progetto Roma2024, stoppato al fotofinish dall’amministrazione grillina della Capitale. Ora, però, l’orientamento politico sembra diverso. I Cinque Stelle, oggi al Governo, hanno deciso insieme alla Lega Nord di appoggiare la candidatura italiana per le Olimpiadi invernali del 2026. Ma un nodo resta e riguarda la città da proporre al Cio.

Tra Cortina, Milano (e quindi la Valtellina) e Torino «nessuna preferenza», assicura Giorgetti. La palla passa ora al Coni, che per voce del presidente Giovanni Malagò rassicura: «Condivido in pieno quanto dichiarato da Giorgetti. Sarà ora cura e dovere del Coni preparare al meglio tutte le valutazioni sulla base di quanto espresso dal Governo. Martedì in giunta e consiglio nazionale affronteremo la questione e potremo avere le idee più chiare sul percorso da seguire». Dello stesso avviso il competitor Luca Zaia: «Il Governo ha preso una decisione corretta - dice il governatore del Veneto che corre per Cortina - assolutamente sottoscrivibile. È una cosa seria, ed è giusto che sia affrontata seriamente, con una valutazione corretta voce per voce». Il Governo si aspetta dunque una più ampia riflessione, che difficilmente si estinguerà martedì prossimo, data fissata per il consiglio nazionale. Saranno quattro giorni di riflessione al Foro Italico: «Il Coni deve scegliere, rispettando queste condizioni che poi noi valuteremo», insiste Giorgetti, dopo un Consiglio dei ministri che di fatto si è consumato quasi tutto nel “pre”, durato quasi un paio d’ore e in cui il tema Olimpiadi è stato sviscerato a fondo. Alla fine la scelta è più pilatesca che non “salomonica”, come invece aveva suggerito a fine Cdm il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. Lo scontro del resto è anche politico, tra i Cinque Stelle che tifano Torino e leghisti pro Milano o Cortina. Avrebbe allora un senso prendere tempo e poi lasciare che sia il Coni a decidere, ma poi il via libero finale spetta sempre al Governo: senza garanzie dell’Esecutivo, i Giochi non si fanno. Dovrà decidere il Coni, rispettando i paletti imposti da Palazzo Chigi, che è la «gamba» più importante di garanzia, quella economica. Nel frattempo, un altro avversario, Graz, si è ritirato anzitempo.

Da temere resta un bis con la Svezia (Stoccolma), rivincita dello spareggio mondiale di calcio. Ma il vero avversario potrebbe essere il «fuoco amico», su questo Malagò era stato buon profeta.

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