Nuovo piano Creval. I sindacati: «Rispetto per i lavoratori»
L’ad Luigi Lovaglio, alla presentazione del piano industriale di Creval (Foto by archivio)

Nuovo piano Creval. I sindacati: «Rispetto per i lavoratori»

Prosegue il confronto tra dirigenza e rappresentanti dei 3.650 dipendenti del Gruppo. Nessuno scorporo o cessione di rami d’azienda.

«Sì al risanamento del gruppo, ma rispettando gli interessi dei lavoratori». Prosegue il confronto fra la dirigenza del Creval e i rappresentanti dei 3650 dipendenti dopo la presentazione del piano industriale e dai sindacati arrivano alcune richieste molto chiare. E intanto il Ceo Luigi Lovaglio garantisce «un programma coraggioso, perché a differenza di tanti altri si parla di crescita e non di esodi di risorse». Nei giorni scorsi l’amministratore delegato Lovaglio ha incontrato una delegazione delle organizzazioni sindacali del Gruppo Creval. Nel corso di un articolato confronto, il manager ha confermato l’esigenza dell’azienda di recuperare efficienza e redditività attraverso un significativo incremento dei ricavi nella durata del piano, una riduzione dei costi anche mediante eliminazione degli sprechi, la semplificazione della struttura e delle procedure, la valorizzazione e l’aggiornamento delle risorse umane. Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin hanno ribadito la necessità di perseguire la sostenibilità del piano favorendo un proficuo e sereno clima aziendale e una ripartizione equa dei carichi di lavoro, mediante un approccio globale a tutte le tematiche poste sul tavolo con l’apertura della procedura prevista dalle norme e dal ccnl in vigore.

Il Ceo ha ribadito che non ci saranno scorpori di nessun tipo o cessioni di rami d’azienda, per la non core-unit solo eventuali cambi di mansioni, garantendo l’adeguata formazione. I dettagli del piano sono ancora in corso di analisi e saranno implementati gradualmente nel corso dei prossimi sei mesi.

Secondo i sindacati «apprezzabili appaiono i concetti di trasparenza, meritocrazia, e imprenditorialità con il tocco umano cui Lovaglio ha fatto più volte riferimento nella sua esposizione, ma che necessitano di essere tradotti in fatti concreti a partire dai prossimi incontri che avranno ad oggetto le tematiche da tempo sospese quali Vap, politiche commerciali, mutui dipendenti, sicurezza, incontro annuale e semestrale».

I sindacati hanno anche evidenziato come il nuovo approccio commerciale debba essere necessariamente e strettamente rispettoso di quanto previsto dall’accordo nazionale e aziendale in tema di politiche commerciali. È stato fatto presente, infine, «che le ristrutturazioni e gli interventi che si sono freneticamente succeduti negli ultimi anni hanno pesantemente messo in difficoltà i colleghi impattando anche pesantemente a livello economico soprattutto sulle fasce più deboli». Tutto questo, alla luce di quanto poi verificatosi, non ha evitato una dinamica negativa per un gruppo bancario storico e radicato sul territorio.

«Abbiamo anche manifestato la nostra sensibilità in merito alla buona occupazione dei giovani con contratto in scadenza e su questo punto l’ad ha confermato che i giovani meritevoli verranno confermati nell’organico della banca - proseguono i sindacati -. Consapevoli del delicato momento che la nostra azienda sta attraversando, intendiamo ancora una volta dimostrare il loro alto senso di responsabilità, ma il tempo stringe e non possiamo dimenticare il forte disagio che stanno patendo le colleghe e i colleghi che rappresentiamo, determinato dal precedente Piano RUN2 che non ci ha fatto correre insieme, ma in direzioni opposte». Pertanto, l’auspicio dell’ad di poter percorrere insieme la strada del risanamento del Gruppo «potrà essere condiviso solo se gli impegni assunti nel tempo saranno puntualmente rispettati e onorati dall’azienda».

A partire, ribadiscono i sindacalisti, «dall’immediata trattazione del Vap 2018, la convocazione delle commissioni sulle politiche commerciali e sui mutui dipendenti e la definizione dell’incontro annuale e semestrale dove raccoglieremo i dati 2018 sulla situazione del personale e rappresenteremo all’azienda i problemi relativi ai carichi e ai ritmi di lavoro, agli organici, alle condizioni igienico ambientali dove il lavoro si svolge e alla tutela fisica dei lavoratori, come previsto dal ccnl vigente». Sul piano industriale si attende l’avvio del confronto «non appena l’azienda avrà definito i dettagli in corso d’opera dei diversi progetti al fine di intervenire congiuntamente, contribuendo sì al risanamento del gruppo, ma rispettando gli interessi dei lavoratori, dando prova di rispetto e riconoscimento tangibile della loro dignità».

L’ad Lovaglio ha scritto una lettera ai dipendenti, assicurando un incontro con i colleghi del team manageriale «per ascoltare i vostri suggerimenti e raccontare in dettaglio ciò che pensiamo di fare». «Sono consapevole degli sforzi che vi vengono chiesti, ma i più grandi successi sono intrisi di impegno e fatica, valori che avete nel vostro Dna, così come il senso di responsabilità - ha assicurato -. Un nostro concorrente ha detto che il nostro piano è “un libro dei sogni”, ma si è dimenticato l’aggettivo “grandi”, perché noi vogliamo sognare in grande, abbiamo la capacità di trasformare i sogni in realtà e saremo orgogliosi di averlo fatto insieme. Conto su di voi, perché credo nel vostro potenziale, nella vostra dedizione e nella vostra determinazione».


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